Pronto soccorso, mancano almeno 7 medici
La denuncia dei consiglieri Verna e Bendotti dopo la protesta in piazza: «Situazione insostenibile»
LANCIANO. «Basta con i tagli e i tempi di attesa biblici. La salute è un diritto inalienabile del cittadino e all’ospedale Renzetti è a rischio per carenze e mancanze che arrivano dall’alto». Sono i consiglieri comunali Giacinto Verna e Dora Bendotti a tornare sul problema delle carenze dell’ospedale denunciate dal neo coordinamento (che raggruppa partiti di sinistra, movimenti civici e 5 Stelle) sabato mattina davanti al Cup.
«All’ospedale Renzetti la situazione è penosa se non drammatica», spiega Verna. «Sono stato proprio giorni fa al pronto Soccorso dove si lavora e si assistono decine di pazienti ogni giorno in condizioni difficili. Ci sono 7 medici rispetto ai 14 previsti in organico (e uno sta per andare via, ndc), che svolgono anche 12 ore di lavoro al giorno con il primario, Nicoletta Fini, che è inserita nei turni regolarmente. E con così pochi medici, è “normale” che i tempi di attesa siano insostenibili, specie per codici gialli che invece andrebbero assistiti quasi immediatamente. Non si possono più attendere 10-12 ore con i pazienti nei corridoi, distesi su barelle. È straordinario il lavoro all’interno, ma si va avanti grazie al sacrificio e all’impegno quotidiano del personale. È ora di dire basta». Basta per carenze di personale che c’è anche negli altri reparti, da Radiologia a Chirurgia, da Medicina e Ginecologia dove ci sono problemi anche strutturali, per lavori, ad esempio Ginecologia, che limitano l’attività del reparto. «Anche in pronto soccorso è cosi», aggiunge Verna, «da oltre un anno è in ristrutturazione l’osservazione breve e la Asl non riesce a concludere i lavori. Un ritardo che costringe i pazienti ad attendere nei corridoi, in promiscuità e senza servizi igienici in prossimità».
«È vergognoso dover fare delle manifestazioni nel 2023 per un diritto assegnato dalla costituzione che è quello alla salute», commenta la consigliera Dora Bendotti. «Chi ci amministra ha il dovere di rivedere le priorità. Noi abbiamo il diritto di essere curati, loro hanno il dovere di tutelare questo diritto. Abbiamo un ospedale che cade a pezzi soprattutto in termini di prestazioni e servizi ai cittadini. Mi meraviglia la posizione del sindaco Filippo Paolini e del suo assessore al sociale Cinzia Amoroso, quest’ultima non solo garante della tutela delle famiglie, dei più fragili ma anche nel ruolo di medico è assurdo che non si esprima su quanto stia accadendo. Il suo è un silenzio assordante».
Sindaco che risponderà alle critiche oggi in una conferenza stampa organizzata dalla Asl con il manager Thomas Schael dal titolo: “Assistenza sanitaria a Lanciano: ecco come stanno le cose”.
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