Proposta di 5 consiglieri: «Cittadinanza alla Segre»

Il centrodestra presenta la mozione: «Testimone delle atrocità della storia» La richiesta sarà votata in consiglio, Di Biase: «Così teniamo viva la memoria»
CHIETI. Dopo la targa a Norma Cossetto, uccisa nelle foibe, arriva la proposta di assegnare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Anche Chieti, come molte altre città italiane e dopo le polemiche a Pescara, chiede di assegnare il riconoscimento alla senatrice a vita, superstite dell’Olocausto, simbolo antifascista e antinazista e attiva testimone della Shoah, in questi giorni alla ribalta delle cronache per la decisione di assegnarle la scorta armata. La proposta, però, non arriva dagli ambienti di centrosinistra bensì da quelli della maggioranza di centrodestra. Primo firmatario della richiesta di conferimento della cittadinanza onoraria è infatti il vicepresidente del consiglio comunale Nicoletta Di Biase. Gli altri sono i consiglieri di Fratelli d’Italia, Stefania Donatelli e Nicola Rapposelli, e i tre consiglieri delle civiche di centrodestra Franco Di Pasquale, Donato Tacconelli e Mario Troiano. Si tratta dei cinque consiglieri comunali che fanno riferimento all’assessore di Fratelli d’Italia, Carla Di Biase.
«Anche la città di Chieti», dice Nicoletta Di Biase, «si appresta a conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice che fu deportata ad Auschwitz e che con la sua opera di testimonianza continua a tenere viva la memoria delle atrocità commesse ai danni di milioni di innocenti. La mozione vuole essere un invito a una attenta lettura della storia, senza distinzione di colore e, soprattutto, alla tolleranza e al rispetto della democrazia». Per la consigliera Di Biase il motivo di chiedere al consiglio di concedere la cittadinanza onoraria alla senatrice Segre «è segno di riconoscimento del valore universale della lotta contro ogni forma di violenza e di discriminazione, oltre all’alto valore morale e civile del suo impegno, quello collettivo della sua storia personale ed etico della sua testimonianza. Siamo coscienti di essere tra i molti Comuni che si impegnano a concedere tale riconoscimento. Ma per noi ha un doppio valore. Il primo è quello di raccogliere la sfida affinché questo gesto diventi il simbolo della presa di coscienza per noi tutti e per le generazioni future, di come la “banalità del male” che si insinua e si impadronisce della mente dell’uomo possa riemergere se non tramandata e combattuta». La consigliera infine ricorda come Chieti sia stata insignita della medaglia al merito civile e proclamata Città aperta e, dunque, per la sua storia «non possa non essere luogo di accoglienza per chi con gesto di puro amore è memoria vivente di uno dei mali più atroci del secolo scorso. Siamo certi», conclude Nicoletta Di Biase, «che l’intero consiglio comunale saprà farsi garante e fautore di tale richiesta». Una conclusione che fa pensare alle polemiche che invece hanno animato il consiglio comunale in occasione della targa alla memoria di Norma Cossetto, la studentessa istriana uccisa nelle foibe. (a.i.)
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