Proposta per restaurare i simboli fascisti

11 Marzo 2021

Guardiagrele. Dopo le polemiche sulla cittadinanza a Mussolini, Damiano interviene: salviamo le scritte

GUARDIAGRELE. «Restauriamo i simboli e le scritte risalenti al Ventennio fascista, ancora presenti nella cittadina su edifici pubblici e privati, prima che con loro, scompaia per sempre anche un pezzo della nostra storia». La proposta viene lanciata all’amministrazione comunale dal locale coordinatore della Destra Sociale, Paolo Damiano, che sottolinea come «l’intervento richiesto, al di là delle ideologie, deve essere inteso, solo ed unicamente, come il recupero di importanti tracce della storia».
La proposta arriva dopo la polemica sulla cittadinanza onoraria concessa al Duce Benito Mussolini nel 1924: la proposta del centrosinistra dell’ex sindaco Simone Dal Pozzo di revocare l’onorificenza è stata bocciata dal consiglio comunale. E adesso Damiano lancia un’altra proposta che potrebbe riaprire le discussioni: «In merito», sottolinea Damiano, «potremmo per esempio ricordare che, proprio in questi giorni, la soprintendente delle Marche Marta Mazza, ha richiesto al Comune di Iesi, di provvedere a redigere un progetto di restauro conservativo, per il recupero di una scritta storica del Ventennio, comparsa nelle pareti dell’ufficio anagrafe del municipio, dopo alcuni lavori di ripulitura». L’esponente della Destra Sociale evidenzia quindi che nella cittadina si potrebbe per esempio partire con il restauro del grande fascio littorio presente su un muraglione di via Orientale, per poi riportare in vita anche i diversi motti di quel periodo storico, ormai ingialliti e poco visibili, che campeggiano su diverse abitazioni del centro storico. «Il passato», sottolinea Damiano, «può essere studiato, capito e anche criticato, ma non va però assolutamente cancellato, se si vuole conservare la memoria. Queste testimonianze che ancora ci restano di quel periodo storico, vanno quindi difese e non distrutte e non bisogna poi assolutamente guardarle con una mera lettura ideologica, ormai francamente obsoleta e pericolosa. Soprattutto», conclude Damiano, «non si deve dimenticare che la storia è una sola e non la si può selezionare, come purtroppo fa qualcuno, tra buona e cattiva, tra cancellabile e non».
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