Proprietà Dialifludis “bacchettata” dal Mise
Il ministero dell’Economia: aveva assicurato di ricollocare i 120 dipendenti abruzzesi e non lo ha fatto
CANOSA SANNITA. La Dialifluids ha chiuso i battenti, le maestranze le hanno fatto addirittura i funerali, ma la vertenza continua. Il governo chiede il rispetto degli impegni alla multinazionale tedesca Fresenius Medical Care, proprietaria del sito di Canosa Sannita. che rimane da reindustrializzare. Nei giorni scorsi si è tenuto un nuovo tavolo ministeriale a Roma che non ha presentato novità sostanziali. «A distanza di oltre un anno dall’annuncio di Fresenius di chiudere lo stabilimento di Canosa Sannita e di procedere al ricollocamento dei 120 dipendenti del sito abruzzese, i vertici della multinazionale tedesca ancora non hanno portato soluzioni definitive» si legge in una nota del Mise. «Pertanto aumenta il rischio che non si arrivi a individuare nuovi imprenditori per proseguire l’attività di produzione del sito, reimpiegando i dipendenti».
L'incontro a Roma è stato presieduto dal responsabile unità gestione crisi, Giampiero Castano, alla presenza del vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, del sindaco di Canosa Sannita Lorenzo Di Sario, dei rappresentanti di Fresenius, di Confindustria Chieti e delle organizzazioni sindacali di settore. «L'atteggiamento della Fresenius», conclude la nota, «è stato giudicato inaccettabile, pertanto il Governo e la Regione Abruzzo hanno ribadito con fermezza che Fresenius dia una disponibilità concreta per individuare soluzioni che possano favorire il reimpiego dei lavoratori». E neanche il sindaco Di Sario si dà per vinto: «Le istituzioni, Comune, Regione e Prefettura, hanno lavorato e continuano a farlo, al di là di chi dice il contrario, per un esito positivo della vicenda. Nel corso di questo incontro si sono aperte nuove strade che speriamo siano utili a risolvere il problema». (a.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

