Prosciolto dal tentato omicidio della madre

8 Ottobre 2024

Liscia. Il gup del tribunale dei minorenni: «Figlio immaturo». La donna ferita dal 17enne con le forbici

LISCIA. Prosciolto dall'accusa di tentato omicidio per "immaturità". È quanto ha deciso ieri il gup del tribunale per i minorenni dell’Aquila ieri al termine della vicenda giudiziaria che ha trascinato in giudizio un diciassettenne di Liscia che ad aprile aveva aggredito e colpito ripetutamente la madre di 59 anni con un paio di forbici. Soddisfatti il legali del giovane, gli avvocati Pierpaolo Andreoni e Roberto Di Virgilio che, hanno chiesto e ottenuto per il loro assistito il giudizio abbreviato. Il gup ha tenuto conto dei risultati della perizia eseguita dal professor Nicola Cimini della Asl dell’Aquila, incaricato di valutare la capacità di intendere e volere del ragazzo. I risultati della perizia si sono rivelati fondamentali per l’esito processuale.
«Il perito», spiega l'avvocato Andreoni, «ha accertato che all'epoca dei fatti il ragazzo non era in condizioni di percepire la gravità delle sue azioni a causa dell'immaturità psico-fisica». In accoglimento delle richieste della difesa l'indagato è stato quindi prosciolto. «È una triste vicenda famigliare e di paese», commentano Andreoni e Di Virgilio, «che ha trovato la sua migliore definizione giudiziaria».
La violenza del ragazzo si era scatenata nell’abitazione di Liscia dove madre e figlio vivevano. La vittima, una 59enne conosciuta e benvoluta in paese, era riuscita a raggiungere la farmacia di via Roma, non lontana da casa e qui aveva ricevuto le prime cure. Era seguita la chiamata al 112, e il trasferimento della donna in codice rosso all'ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto. La donna si era salvata per miracolo: la lama delle forbici era infatti penetrata in profondità raggiungendo alcuni organi e si era quindi reso necessario un intervento chirurgico Il ragazzo, seguito da tempo da strutture specializzate, era stato arrestato e trasferito, su disposizione della procura dei minorenni, in un centro di prima accoglienza dell’Aquila. La vicenda per Liscia, uno dei borghi più tranquilli del Vastese, è stata traumatica. Le coltellate del ragazzo hanno ferito l'intera comunità che ora vuole solo dimenticare. (p.c.)