Protesi in 3D per combattere i tumori ossei

17 Giugno 2015

Alta tecnologia nel reparto del professor D’Archivio dove è stata ricostruita una parte del cranio

CHIETI. Pezzi di un puzzle mancante stampati in 3D per sostituire parti del corpo malate e rimosse. Il futuro è adesso al policlinico di Colle dell’Ara dove alta chirurgia e innovazione tecnologica sono ormai di casa. Un binomio vincente utilizzato dagli specialisti del policlinico teatino per curare una donna 40enne abruzzese colpita da un tumore osseo del distretto cranio-maxillo-facciale.

Il caso assai complesso, per una neoformazione ossea neoplastica che si era sviluppata sulla teca cranica e nella regione orbitaria, con aderenze fino alla dura madre, è stato trattato a quattro mani dal chirurgo maxillo-facciale Lanfranco D’Archivio e dal neurochirurgo Vincenzo Magliani. Nella prima fase è stata asportata la massa tumorale, mentre nella successiva è stata eseguita la ricostruzione con il posizionamento di una protesi personalizzata, progettata e realizzata digitalmente in 3D in materiale polichetonico (Peek). Questa veloce e sicura metodica chirurgica rappresenta la nuova frontiera nel campo della chirurgia ricostruttiva successiva a quella demolitiva in oncochirurgia cranio-maxillo-facciale, e permette di superare la tecnica tradizionale, basata sull’impiego di materiale osseo prelevato da altri distretti anatomici del paziente, sicuramente più complessa e lunga.

La protesi impiantata è stata realizzata in Germania nei laboratori specializzati, che sulla base di una Tac della paziente hanno elaborato un modello tridimensionale della parte cranica affetta da tumore e realizzato una protesi perfettamente sovrapponibile con l’area ossea oggetto dell’asportazione chirurgica. L’intervento è perfettamente riuscito e la paziente è tornata a casa in buone condizioni dopo pochi giorni di degenza nell’unità operativa di Chirurgia ad alta complessità multidisciplinare del “SS. Annunziata”. «L’attività chirurgica intrapresa a Chieti vanta già una casistica significativa per una patologia rara come questa» sottolinea D’Archivio «oltre alle altre tipologie di intervento, come quella sulle malformazioni del massiccio facciale, dei traumi e delle neoplasie dei tessuti molli del viso. E’ un’attività resa possibile dall’alto livello di specializzazione offerto dall’unità operativa Multidisciplinare, che permette a questo ospedale di affrontare con mezzi e professionalità di stampo “nordamericano” casi chirurgici complessi. Una risposta efficace», conclude D’Archivio, «ai problemi di salute di tanti pazienti che hanno così la possibilità di curarsi in Abruzzo e per la nostra Azienda un punto di forza saldato al percorso di innovazione avviato da tempo».