Protesta a Rapino contro il lago privato
I vicini lanciano l’allarme: è realizzato in una zona dove recentemente c’è stata una grave frana
RAPINO. Un lago personale sotto casa. E soprattutto senza chiedere alcun permesso per realizzarlo. É quanto succede a Rapino. La segnalazione ci viene da alcuni residenti del piccolo centro pedemontano che temono che quell’angolo lacustre, a loro dire abusivo, diventi un pericolo per le loro case anche perché in quella zona è in atto anche una frana. Il lavoro di realizzazione del lago sono iniziati diversi anni fa. Lo specchio d’acqua ha 700 metri quadrati di superficie si trova a 40 metri dalla prima abitazione. A quanto raccontano i residenti il proprietario del lago ha cominciato a costruire l’invaso diversi anni fa anche grazie al suo ex lavoro che gli consente di avere a disposizione diversi escavatori.
Qualche anno fa il residente più vicino al lago fece un esposto alla procura della repubblica che però non diede esito, così come i reclami fatti alla guardia forestale delle sedi di Chieti, L’Aquila e Roma.
Tre anni fa il residente fece un esposto al Genio civile. Gli addetti, dice il denunciante, avrebbero riscontrato che i fatti fossero molto più gravi da quelli denunciati: il lago era stato costruito per il 70 per cento su un terreno demaniale di pertinenza del fiume Vesola.
L'ufficio del Genio civile ha informato sia la procura di Chieti che le autorità competenti della Provincia ma il lago ancora oggi è pieno di acqua.
Il lago, spiega il denunciante, costituirebbe un pericolo per la sua casa e per quelle vicine giacché la zona è ad alto rischio franne. Tre giorni fa, racconta ancora il residente, si è verificata una frana proprio di fronte al lago, ad una distanza di 100-150 metri dalla sua abitazione. La frana sarebbe molto grave e costituirebbe un pericolo per il centro storico e per la chiesa di San Giovanni.

