Proteste per l’ascensore rotto in ospedale

VASTO. Mugugni e proteste ieri mattina all’ospedale San Pio. Ma questa volta i visitatori non protestavano contro la burocrazia o le prenotazioni degli esami. La protesta è partita davanti alla...
VASTO. Mugugni e proteste ieri mattina all’ospedale San Pio. Ma questa volta i visitatori non protestavano contro la burocrazia o le prenotazioni degli esami. La protesta è partita davanti alla porta di un ascensore rotto. Quell’impianto non si è rotto ieri. Da almeno quattro mesi funziona a giorni alterni. «In un mese funziona una settimana», si è lamentata A.T., un’utente.
Qualcuno ci è anche rimasto chiuso dentro. «Io sono fra quelli. Meno male che non soffro di claustrofobia», ha scritto su Facebook F.M., un altro utente. Le proteste dei cittadini sono state raccolte da Stefano Moretti, esponente locale dell’Associazione antimafia e rigirate al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.
«Ancora proteste e malumori all’ospedale San Pio. L’ascensore fuori servizio da tempo immemorabile continua a creare disagi. Non solo ai visitatori ma anche agli operatori sanitari. Comincio a pensare che queste cose non vengano neppure dette al presidente D’Alfonso. Ma chi deve occuparsi di questo ospedale? È normale che in una struttura frequentata ogni giorno da migliaia di persone, molte delle quali sono malate, l’ascensore non funzioni o sia un’insidia?», chiede Moretti.
Le prime segnalazioni del guasto risalgono agli inizi di luglio. Dopo aver scattato una foto un utente l’aveva inviata ai siti internet per denunciare pubblicamente l’esistenza del problema e chiedere una riparazione urgente dal momento che non tutti i visitatori possono salire le scale per accedere ai piani superiori. Da allora sono passati quattro mesi e il problema non è stato risolto. «Possibile che debba accadere qualcosa di grave per fare riparare un ascensore?», commenta ancora Moretti, «un ospedale è una struttura pubblica dove pazienti, operatori e visitatori hanno assoluto bisogno di un ascensore che funzioni». (p.c.)
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