Prove Invalsi, flop a Chieti e Bucchianico

7 Maggio 2015

CHIETI. Dopo lo sciopero degli insegnanti contro la Buona Scuola del premier Renzi ieri mattona è stata la volta della protesta dei genitori. Ieri infatti erano previste le prove Invalsi, per...

CHIETI. Dopo lo sciopero degli insegnanti contro la Buona Scuola del premier Renzi ieri mattona è stata la volta della protesta dei genitori. Ieri infatti erano previste le prove Invalsi, per valutare i risultati didattici delle varie scuole primarie attraverso la preparazione degli allievi. Le prove erano state previste a livello nazionale nella giornata dell’altro ieri, spostate poi a ieri proprio a causa dello sciopero. I genitori non hanno mai amato questo tipo di test a quiz e il tam tam anti-Invalsi che si è sparso a livello nazionale ha invaso anche Chieti e dintorni. Cosicché ieri, per protesta, molte famiglie non hanno mandato i bimbi a scuola. Oltre tutto ieri era prevista ancora una giornata di sciopero indetta solo da qualche categoria sindacale. Nella scuola primaria di via Amiterno, ad esempio, una classe non ha fatto le prove perché il personale docente era in sciopero. Alla Selvaiezzi, invece, nessun bambino è entrato in aula. Alla primaria di via Bosio, su due classi che dovevano sottoporsi alle prove sono entrati solo tre bambini. Alla scuola Celdit è entrata circa la metà degli alunni. Alla primaria di via Pescara, invece, erano solo 15 gli assenti. Anche Tricalle pochi assenti, ma i genitori hanno lasciato affisso ai cancelli della scuola un manifestino di protesta. Alla primaria di Sambuceto si sono sottoposti alle prove solo 9 bambini su quattro classi. A Bucchianico, infine, su dieci classi sono entrati solo pochissimi alunni. Ma non finisce qui perché nella scuola del paese di San Camillo la protesta prosegue anche questa mattina. Così come i genitori degli alunni di Selvaiezzi si sono dati appuntamento alle 8 davanti alla scuola. A spiegare perché queste prove sono così tanto invise ci provano i genitori della classe seconda della primaria di via Bosio: “Esse riguardano”, dicono, “solo una piccola parte degli apprendimenti dei ragazzi e non fanno emergere tutta la complessità del processo di apprendimento. Non rifiutiamo "la valutazione" del lavoro che si svolge a scuola ma chiediamo che essa non avvenga in modo talmente riduttivo. Vogliamo che siano considerati anche quegli apprendimenti non schematici, né standardizzabili”. (a.i.)