Provincia, votano in 1.153 per nominare il consiglio

15 Gennaio 2017

Sindaci e consiglieri di 103 Comuni (Fraine è escluso) ai seggi dalle 8 alle 20 Si sfidano tre liste. Centrosinistra favorito. La sorpresa è il gruppo di Berghella

CHIETI. Seggi aperti, da questa mattina alle 8 sino alle 20, in Provincia, per il rinnovo dei 12 membri del consiglio provinciale. Si vota al secondo piano della sede di corso Marrucino, nella sala consiliare. Il responsabile dell’Ufficio elettorale è il segretario generale dell’ente, Angelo Radoccia, il presidente di seggio è l’economo, Fabio Di Crescenzo. Votano in 1.153, ovvero tutti i consiglieri comunali e i sindaci della provincia, con la sola eccezione di Fraine, comune commissariato. L’esito è un po’ scontato per tutti. Il presidente Mario Pupillo (Pd) dovrebbe ritrovarsi un Consiglio provinciale a maggioranza di centrosinistra. Come è avvenuto due anni fa, quando è stato eletto lo stesso Pupillo, 7 consiglieri sono andati alla sua maggioranza e 5 alle due liste di minoranza. «Probabilmente finirà come la scorsa volta, visto che i numeri sono gli stessi», dice il segretario provinciale del Pd, Chiara Zappalorto, che ha deciso di impegnarsi in prima persona, candidandosi nella lista di centrosinistra “Provincia unita”. Per lei, l’unica incognita può essere rappresentata dalle condizioni atmosferiche, che hanno già provocato lo slittamento elettorale da domenica scorsa a questa domenica. Per il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, ci saranno invece sorprese, perché «la prima sorpresa siamo noi», afferma riferendosi alla propria lista “Insieme per la Provincia”. «Il Pd ha vita facile in queste elezioni», continua, «visto che controlla i centri maggiori della provincia, ma la nostra “terza strada” credo sia riuscita a creare consenso e avvicinare molti amministratori». «Sulla carta il centrosinistra è favorito», ammette anche l’onorevole di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, che ha coordinato la lista di centrodestra “Obiettivo Provincia”, «ma il problema non è l’esito elettorale, quanto piuttosto che questo presidente resta in carica e che i cittadini non hanno diritto al voto. Per questo motivo», annuncia Di Stefano, «ho appena presentato una proposta di legge di modifica della Delrio, affinché, visto l’esito del referendum, si torni a ridare ai cittadini la possibilità di scegliere i loro rappresentanti. Il problema fondamentale è che questa Provincia, così come l’ha ridotta l’amministrazione di centrosinistra non serve più a nulla. O meglio, le restano le funzioni fondamentali, come strade e scuole, ma l’azione del governo Renzi, che ha privato gli enti di risorse, e l’incapacità amministrativa locale, ha precipitato tanto le scuole quanto le strade in una situazione disastrosa».

Togliendo Fraine, sono 103 i Comuni i cui amministratori sono chiamati a rieleggere il Consiglio provinciale che resterà in carica due anni. Il sistema del voto ponderato fa sì che i voti degli elettori non pesino tutti allo stesso modo. I comuni sono infatti divisi in fasce demografiche e il voto di sindaci e consiglieri va ponderato per la quota di popolazione che essi rappresentano. La prima fascia, con schede di color azzurro, è quella che riguarda i centri con meno di 3.000 abitanti ed è la più numerosa, con 78 Comuni. Al voto di un sindaco o di un consigliere comunale che appartiene a uno di questi 78 centri verrà assegnato un punteggio di 29, che è la base minima di ponderazione. La seconda fascia va dai 3.000 ai 5.000 residenti (schede di color arancione) comprende 11 centri (Casalincontrada, Castel Frentano, Cupello, Miglianico, Orsogna, Paglieta, Ripa, Scerni, Tollo, Torino di Sangro e Torrevecchia), il singolo voto di un amministratore di questa fascia vale 90.

La terza fascia (scheda grigia) da 5.000 a 10.000 abitanti comprende i sei Comuni di Bucchianico, Casalbordino, Casoli, Fossacesia, Guardiagrele e San Vito (il singolo voto vale 134). La quarta fascia (scheda rossa), da 10.000 a 30.000 residenti, comprende i cinque centri di Atessa, Francavilla, Ortona, San Giovanni Teatino e San Salvo (il voto vale 285). L’ultima fascia da 30mila a 100 mila residenti (scheda verde) è quella dei tre Comuni di Chieti, Lanciano e Vasto: (il singolo voto vale 396.