Pugnala un maresciallo, gli danno sei anni

12 Febbraio 2016

Non bastano le scuse in aula alla vittima. All’età di 81 anni Giurastante sconterà la pena in carcere

CHIETI. Era scappato dall’ospedale teatino dove era agli arresti domiciliari, quando, vistosi scoperto da un carabiniere, nonostante gli 80 anni suonati, non ha esitato ad accoltellarlo e fuggire. Una fuga che non è riuscita, perché nel frattempo sono intervenute altri carabinieri e lo hanno bloccato. E ieri pomeriggio è arrivata la condanna a 6 anni di carcere.

Ciò significa che il teatino Emilio Giurastante, che adesso ha 81 anni, potrà uscire solo quando ne avrà 87. I fatti sono accaduti il 29 giugno del 2014. Tre giorni prima l’ottantenne era fuggito dal Santissima Annunziata dov’era ricoverato in regime di arresto domiciliare, doveva scontare una pena di 9 anni di carcere per reati contro il patrimonio. Dal 26 giugno era scomparso e le forze dell’ordine lo cercavano ovunque. Nel primo pomeriggio del 29, una giornata torrida, l’anziano era stato casualmente riconosciuto da un carabiniere, un maresciallo di 49 anni del Reparto operativo del Comando provinciale teatino (F.A.S. le sue iniziali).

Giurastante si trovava in largo Cavallerizza. Il sottufficiale, riconosciuto il ricercato, ha subito avvisato la centrale operativa e, intanto, ha continuato a tenerlo d’occhio. L'ottantenne, però, a un certo punto deve essersene accorto perché ha cercato di dileguarsi alla svelta. Allora il carabiniere ha deciso di chiamarlo, per rallentarne la fuga e l'evaso ha cambiato strategia. Si è avvicinato al sottufficiale dissimulando intenti aggressivi e, facendo finta di voler dialogare, all'improvviso ha sguainato un coltello da cucina dal marsupio e, a sangue freddo, ha colpito il carabiniere lasciandolo esanime al suolo.

Forse stava per colpire ancora, ma ogni azione è stata impedita dall'arrivo di un equipaggio del Nucleo operativo. Sottoposto a perquisizione, si è visto che nel marsupio aveva un altro coltello da cucina, con lama a punta seghettata in acciaio lunga 10 centimetri, uguale a quello utilizzato contro il maresciallo, che nel frattempo era stato portato in ospedale dove era stato ricoverato in prognosi riservato. Nel processo il militare accoltellato si è costituto parte civile.

Assistito dall’avvocato Rocco Di Sipio, ieri pomeriggio Giurastante ha dovuto rispondere delle accuse di tentato omicidio, evasione, resistenza a pubblico ufficiale e per aver portato fuori dalla propria abitazione senza giustificato motivo due coltelli. Il pm Lucia Campo aveva chiesto per lui sei anni di reclusione. Tanti quanti gliene ha dati il giudice Luca De Ninis. Di fatto quasi una condanna a vita. L'uomo, ieri presente in aula, ha rilasciato alcune dichiarazioni, chiedendo scusa alla vittima e dicendo che non era sua intenzione fare ciò che ha fatto.