Pugnalato a cena, ora vuole i danni
Inizia il processo per tentato omicidio: la vittima chiede 170mila euro
CHIETI. Si è costituito parte civile e chiede 170mila euro di risarcimento Massimo Spadaccini, il teatino di 57 anni accoltellato dopo una cena tra amici. La principale imputata è Anna Maria Marinelli, 57 anni di Chieti, attualmente in carcere, difesa dall’avvocato Roberto D’Ettorre: è accusata di tentato omicidio e porto abusivo di armi per la lite scoppiata il 12 marzo del 2018 a causa di un debito di 50 euro. Due amici della donna, presenti ai fatti, devono invece rispondere di omissione di soccorso e favoreggiamento: si tratta di Antonio D’Ingiullo (60) di Chieti e Mauro Noè (38) di San Salvo, difesi dall’avvocato Emanuele Iezzi. Il processo si è aperto ieri davanti al collegio del tribunale presieduto da Guido Campli (giudici a latere Andrea Di Berardino e Chiara Di Gerio). La parte offesa, assistita dall’avvocato Annalisa Pasquale, chiede alla Marinelli 150mila euro e 10mila euro ciascuno agli altri imputati.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Chieti principale e del nucleo operativo e radiomobile. Era un martedì sera quando il gruppo di amici, composto da quattro uomini e dalla Marinelli, si è incontrato in un appartamento al civico 121 di via Padre Valignani. Hanno iniziato a bere vino e a mangiare salumi. A un certo punto la donna ed Ettore L., uno dei commensali, si sono cominciati a rincorrere intorno al tavolo per un presunto debito di 50 euro. Poi è spuntato il coltello ed è intervenuto Spadaccini. Ma quel tentativo di rimettere pace è fallito: Marinelli lo ha colpito al ventre una, due, tre volte. Dalla prossima udienza, in programma il 16 luglio, verranno ascoltati i testimoni. Per un errore di notifica, davanti al gup è stata stralciata la posizione di un altro indagato, Remo Marcuccitti Del Rosario (61). (g.let.)

