Pugni in faccia e auto rotte, due feriti

30 Giugno 2019

Pestaggio in strada, i carabinieri scoprono gli autori: hanno 19 anni e si sono scagliati senza motivo contro degli sconosciuti

CHIETI. Hanno preso a pugni in faccia due sconosciuti, accanendosi contro di loro senza motivo, a tal punto da mandarli all’ospedale. Poi si sono sfogati sulle auto in sosta, rompendo lunotti e sfregiando le fiancate. Per finire, se la sono presa con una donna che stava telefonando al 112. Sono Y.F. e F.M., entrambi 19enni, i protagonisti dell’aggressione in stile Arancia Meccanica avvenuta a Chieti Scalo, in via Gissi. Sono stati subito individuati dai carabinieri del maggiore Massimo Capobianco e della tenente Maria Di Lena: nei confronti dei due ragazzi, che abitano allo Scalo, è scattata una denuncia a piede libero con le accuse di lesioni personali, danneggiamento e minaccia. A rimanere feriti sono stati altri due giovani, finiti in pronto soccorso: uno di loro ha la mandibola rotta.
In base a una prima ricostruzione, la violenza esplode tra venerdì e sabato, intorno a mezzanotte e mezza, a poca distanza dai locali della movida. Y.F. e il suo amico F.M., molto probabilmente ubriachi, decidono di prendersela con le prime persone che si trovano davanti. Siamo non lontano dal campus universitario di via dei Vestini e i due 19enni si scagliano contro un uomo di 34 anni, residente a Rosciano, che sta uscendo dal parcheggio: prendono a calci la sua auto, poi lo picchiano senza un perché. Ma non è finita qui: gli aggressori colpiscono un giovane di 27 anni, di origini pugliesi, anche lui mai visto prima. Una violenza cieca e inspiegabile: pugni al viso, minacce e ancora calci. Come se non bastasse, viene danneggiata pure una Fiat Punto che si trova nelle vicinanze, di proprietà di un uomo di 57 anni di Pollutri. Una signora, svegliata dal frastuono, esce sul balcone e si preoccupa per quella situazione di pericolo. Quando i 19enni capiscono che sta per allertare le forze dell’ordine, provano ad intimorire la donna. «Non ci provare, adesso saliamo a casa tua e ti uccidiamo», è il tenore delle minacce. Sul posto si precipitano i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti e il personale del 118. Il 34enne, con un codice giallo, viene trasportato in ambulanza al Santissima Annunziata: riporta lesioni giudicate guaribili in una settimana. Nel frattempo, gli investigatori iniziano ad ascoltare le testimonianze di chi ha assistito alla scena. Poco dopo, al policlinico si presenta anche l’altra vittima: i medici gli diagnosticano la frattura della mandibola, significa che ne avrà almeno per un mese. La risposta dei militari dell’Arma è immediata: gli autori del pestaggio vengono portati in caserma e segnalati alla procura.
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