Pulchra e parcelle non vanno in aula Esplode la protesta

VASTO. Parlano di “democrazia sospesa” e minacciano di andare in Procura. Opposizioni consiliari sulle barricate dopo il mancato inserimento all’ordine del giorno del consiglio comunale, in...
VASTO. Parlano di “democrazia sospesa” e minacciano di andare in Procura. Opposizioni consiliari sulle barricate dopo il mancato inserimento all’ordine del giorno del consiglio comunale, in programma oggi alle 9 in seduta di seconda convocazione (la prima fissata per le 9.30 di ieri è andata deserta), di due mozioni presentate dalle minoranze: una sul decreto ingiuntivo da un milione di euro della Pulchra (la società partecipata del Comune) e l’altra sulle parcelle liquidate agli avvocati con una determina dell’ex dirigente Alfonso Mercogliano per un importo complessivo di 114mila euro.
«Gli atti li ho già mandati io in Procura», ribatte a muso duro il sindaco Francesco Menna, «non mi faccio intimidire, sono stato votato per amministrare la città».
Si annuncia un’assemblea civica a dir poco incandescente. Lo scontro tra maggioranza e opposizione è su due argomenti che hanno tenuto banco nelle scorse settimane: il ricorso del Comune dichiarato improcedibile (per la tardiva iscrizione al ruolo della causa) contro il decreto ingiuntivo emesso dalla Pulchra, e la vicenda degli onorari liquidati a quattro avvocati vastesi che negli anni passati hanno patrocinato e difeso dirigenti e dipendenti comunali incappati in procedimenti penali durante l’esercizio delle loro funzioni. Su queste due questioni le minoranze hanno presentato mozioni chiedendo che venissero discusse in aula per i relativi provvedimenti. Ma la maggioranza ha posto il veto bollandoli come “irricevibili”. Davide D’Alessandro, Alessandro d’Elisa, Guido Giangiacomo, Edmondo Laudazi, Francesco Prospero e Vincenzo Suriani, protestano e annunciano di raccogliere le firme per “sfiduciare” il presidente del consiglio, Giuseppe Forte. “Perché non hanno inserito le due mozioni all’ordine del giorno marchiandole di inammissibilità e improcedibilità? Hanno paura dell’aula, della discussione, del voto?”, insistono i sei consiglieri, «forse temono di finire sotto, come accaduto sulla costituzione di parte civile per il processo sui Baschi azzurri e sul voto di Angelo Pollutri, coordinatore dello staff del sindaco, che nonostante la mozione approvata dall’assemblea civica continua ad andare in Comune?».
«Le due mozioni sono inammissibili e irricevibili», ribatte il primo cittadino, «rappresentano un tentativo maldestro di sostituirsi alla pubblica amministrazione. La loro è un’indebita interferenza: mi stanno chiedendo di commettere un reato. Non si può trasformare il consiglio in un’aula di tribunale. Non ho nulla da nascondere, tant’è che ho già dato disposizioni affinché gli atti, insieme alle mozioni, vengano trasmessi al prefetto e in procura. Quelle parcelle che chiedono di bloccare devono essere pagate. Ricordo al centrodestra che quando l’attuale capogruppo consiliare di Forza Italia, Guido Giangiacomo era assessore comunale, venivano liquidati onorari per circa 600mila euro l’anno», conclude Mennna. (a.b.)
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