Punta Aderci fuori dal Piano territoriale
Vasto, stralciate le zone della riserva e ampliamento dell’area industriale verso il torrente Lebba
VASTO . Sono state stralciate le aree che si sovrappongono con la riserva naturale di Punta Aderci e proposti degli ampliamenti nella zona industriale di Punta Penna verso il torrente Lebba in accordo con Confindustria e proprietari terrieri. È approdato ieri in consiglio comunale, dopo una ennesima rivisitazione, il Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), che al suo interno riunisce anche il piano delle attività produttive. Lo strumento di pianificazione è stato approvato con i soli voti della maggioranza. L’opposizione si è astenuta. A ripercorrere i passaggi più salienti in aula sono stati il presidente della commissione Assetto e utilizzo del territorio Luigi Marcello e l’assessore all’Urbanistica Alessandro D’Elisa. È intervenuto anche il sindaco Francesco Menna che ha illustrato una richiesta dell’Arap per l’inserimento dell’area di località Zimarino (ex Cotir) dove è previsto un impianto per l’idrogeno verde.
Sugli aspetti più propriamente tecnici si è soffermato l’architetto Gisella La Palombara. «Il ruolo dell’amministrazione è sentire gli stakeholder e raccogliere le osservazioni», spiega l’assessore D’Elisa, «non è il Comune l’ente attuatore, ma la Provincia». Per il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia «le perplessità degli operatori economici di Punta Penna erano fondate. La nuova perimetrazione proposta dall’amministrazione, prevede aree da stralciare, perimetri da eliminare e nuove aree da inglobare», commentano Guido Giangiacomo, Francesco Prospero e Vincenzo Suriani, «Menna da presidente della Provincia adotta un piano, il Ptcp, che mantiene lo status quo delle aree di Punta Penna, tranquillizzando gli operatori economici mentre, come sindaco di Vasto, ne modifica la zonizzazione, presentando una osservazione al suo stesso piano, strizzando così l’occhio alle frange più estreme della sua maggioranza di presunti ambientalisti. L’operazione non è stata concordata con tutte le associazioni, i rappresentanti di categoria e i proprietari dei terreni, tutto questo crea una incertezza sul provvedimento. Pensiamo alla insicurezza degli investimenti, e ai dubbi che questa contraddizione planimetrica potrà generare in importanti imprese del settore automotive che si stanno avvicinando al porto di Vasto. Sottolineiamo ancora una volta», concludono i consiglieri, «l’atteggiamento poco trasparente e contraddittorio di Menna, censuriamo il metodo adottato, pur condividendo alcuni aspetti come la previsione della nuova area per l’idrogeno green del Cotir, e lo stralcio di Pagliarelli».
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