Punta Aderci, incendio impunito

Verso la chiusura le indagini sui due roghi del 16 agosto 2020: nessun indagato
VASTO. Imminente la conclusione delle indagini sul duplice incendio scoppiato il 16 agosto 2020 a Punta Penna e Mottagrossa e nella riserva di Punta Aderci. Salvo colpi di scena l'autore dello scempio riuscirà a farla franca. Gli investigatori hanno cercato di dare un nome e un volto a chi ha ferito per l’ennesima volta il simbolo del turismo vastese, ma non sono state trovate immagini utili in tal senso. Di certo, chi ha acceso la miccia conosceva i luoghi, come fare per raggiungerla e soprattutto come camuffarsi. Per evitare nuovi attacchi, il Comune sta pensando di potenziare il sistema di vigilanza preventivo con l’utilizzo di altre fototrappole. Dispositivi che altrove hanno dato ottimi risultati.
L’indagine sull'ultimo rogo a Punta Penna è stata aperta contro ignoti. Gli attacchi incendiari fra Punta Penna e Punta Aderci sono stati diversi. La zona è stata devastata diverse volte. I carabinieri forestali hanno analizzato decine di fotogrammi cercando di identificare chi il 16 agosto 2020 raggiunse l’area privata vicina ai silos di acido solforico della Hagritanks, del gruppo Nuova Solmine, e causò le fiamme che hanno poi raggiunto il box della sorveglianza, estendendosi alla riserva di Punta Aderci e alle aree dunali della spiaggia.
«Le persone che quel giorno erano a Punta Penna erano tante», ricorda il sindaco Francesco Menna. Il sindaco più volte ha lanciato appelli alla collaborazione, ma sono caduti nel vuoto. «Purtroppo nessuno ha visto chi si è avvicinato ai silos. Anche un piccolo dettaglio sarebbe stato utile per fare luce sulla vicenda. Chi provoca disastri deve essere punito», riflette il primo cittadino. Da parte del Comune c'è il rinnovato impegno a tutelare in tutti i modi una delle zone più belle della riviera vastese e che contribuirà ad accrescere i flussi turistici in città. (p.c.)
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