Punto di primo soccorso a Guardiagrele

3 Aprile 2016

Sostituisce il pronto soccorso al Santissima Immacolata: tratterà le urgenze di carattere minore

GUARDIAGRELE

-. Dalla mezzanotte di venerdi scorso, il pronto soccorso dell' ospedale " Ss. Immacolata " si è trasformato in Punto di primo intervento, attivo 24 ore su 24 e orientato al trattamento delle urgenze minori, nonchè ad una prima stabilizzazione del paziente ad altà complessità per consentire poi al 118 il trasporto con sicurezza verso una struttura ospedaliera più idonea.

«Il nuovo reparto» spiega il dottor Antonio Iacovella responsabile del servizio «è attivo 24 ore su 24 con un medico ed un infermiere dell'ex pronto soccorso. Va ricordato che le prestazioni di radiologia, con la presenza di un medico, sono rimaste immodificate per le ore antimeridiane feriali, per quanto riguarda invece il pomeriggio, la notte e i festivi, è presente un tecnico che assicura alcune prestazioni che saranno refertate a distanza da un radiologo all'ospedale di Chieti. Anche il servizio per gli esami di laboratorio» continua Iacovella «non subisce variazioni per le ore antimeridiane feriali e, per la notte e i festivi, per alcuni esami urgenti, prevede l'utilizzo del Poct , con ricorso all' infermiere del nuovo reparto. La referentazione degli esami sarà poi eseguita a distanza da un laboratorista di Chieti o Lanciano. Nel Ppi, le patologie che non potranno essere trattate o diagnosticate con sicurezza, saranno invece inviate ad altri Pronto soccorsi, ricorrendo ai mezzi di trasporto messi a disposizione dal 118 ».

Iacovella, ricordando che l'ospedale di Guardiagrele dal 2007, ha cominciato a vivere una inarrestabile fase di dismissione, con la progressiva chiusura dei vari reparti, evidenzia poi che l' avvenuta trasformazione del pronto soccorso in punto di primo intervento, è stata, per certi aspetti, un passaggio quasi obbligato. "«Il pronto soccorso infatti» osserva Iacovella «con la scomparsa dei vari reparti dell'ospedale, nonostante l'impegno sempre profuso dal personale, era stato messo progressivamente, sempre più nelle condizioni di non poter erogare tutti i suoi classici servizi».

«Bisogna icapire» aggiunge «che in un sistema sanitario che rappresenta una struttura complessa, gli interventi vanno fatti con attenzione, cura e, sopratutto, con spirito di condivisione. Tutto funziona poi se a quello che si riconverte si associa contemporaneamente una risposta alternativa, altrimenti si va solo a desertificare l'assistenza».

Giovanni Iannamico