Punto nascita, c’è uno spiraglio

2 Luglio 2015

Il Comitato spontaneo a difesa del reparto ortonese esulta: sconfessati i dati forniti dalla Regione

ORTONA. Una soddisfazione, probabilmente una speranza riaccesa, ad ogni modo un confronto da cui chi sta lottando per salvare il Punto nascita di Ortona esce a testa alta. Martedì i membri del Comitato spontaneo in difesa del reparto dell'ospedale Bernabeo si sono recati all'Aquila insieme ad una delegazione di cittadini e di rappresentanti dell'amministrazione comunale. Fuori palazzo dell'Emiciclo è infiammata la protesta, mentre all'interno della sede del consiglio regionale è andata in scena la riunione dei capigruppo. Che ha in parte riaperto la partita sulla chiusura del Punto nascita ortonese. La riunione, infatti, è stata l'occasione per discutere del reparto maternità di Ortona, un confronto al termine del quale il Comitato è sembrato raggiante. «Una grande vittoria» hanno dichiarato i membri del gruppo spontaneo presieduto da Giacomina Capriotti. «Finalmente è stato sconfessato il disegno occulto dietro il documento degli “esperti” tecnici del Cpnr (Comitato percorso nascita regionale) individuati a ottobre scorso dalla Regione per la riorganizzazione della rete percorso nascita. Sono state messe a nudo le scorrettezze tecniche perpetrate a danno del Punto nascita di Ortona» hanno sostenuto, prima di ribadire a chiare lettere che «questo è stato messo fuori senza alcuna motivazione tecnica». La ventata di entusiasmo arriva da alcune risposte mancate alle domande rivolte ai rappresentanti del Cpnr, incalzati dal consigliere Carlo Ricci, presente in rappresentanza della municipalità di Ortona insieme al vicesindaco Nadia Di Sipio e all'altro consigliere Leo Castiglione. «Alla domanda secca posta da Ricci su quale fosse la motivazione della chiusura del Punto Nascita di Ortona nessuno dei rappresentanti del Cpnr, ovvero Mascitelli, Chiarelli, Di Fabio, D’Incecco, Liberati e Muraglia, ha proferito parola e fornito risposta tecnica. Solo silenzio» ha tuonato il comitato spontaneo. «Alla successiva domanda, quale fosse o fossero i Punti nascita più sicuri tra quelli previsti aperti, nessuno dei suddetti componenti ha risposto. Scena muta».   Una mancanza di argomentazioni che per il comitato significa molto, o forse tutto: «Abbiamo ragione a contestare un documento che di tecnico ha molto poco», ha aggiunto, «finalmente una prima giustizia è stata fatta. Grazie anche al contributo dell'avvocato Gasparro, che ha sconfessato l’assessore Silvio Paolucci sul ricorso, ancora aperto, al Tar Abruzzo». Nel frattempo il risultato ottenuto si è concretizzato in una nuova convocazione del Cpnr, fissata per il 9 luglio alle 15. Alcuni capigruppo consiliari hanno richiesto l'analisi dei costi per la messa a regime dei Punti nascita, e la speranza degli ortonesi è che si possa dimostrare quanto sia inferiore la spesa di ristrutturazione per il reparto maternità cittadino rispetto ad altri su cui ci sarebbero da investire molti più fondi per la regolamentazione. «Non molleremo e vigileremo», hanno promesso i rappresentanti del Comitato spontaneo, «non vogliamo partorire in posti meno sicuri di Ortona».