Punto nascite a rischio? «Qui alta professionalità»

Ortona, il primario Mucci: sicurezza e servizi di livello alle nostre pazienti Trend di attrazione positivo che supera anche le altre strutture della Asl
ORTONA. «Leggete i nostri dati, il Punto nascite dell’ospedale Bernabeo ne esce a testa alta per standard di sicurezza, professionalità e servizi garantiti alle pazienti». È l'appello della dottoressa Manuela Mucci, responsabile dell’Unità operativa semplice dipartimentale di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Ortona, affinchè il Punto nascite non venga cancellato dalla legge regionale del governo D’Alfonso.
Ed è una corsa contro il tempo: il taglio dei Punti nascita - assieme ad Ortona ci sono anche quelli di Sulmona, Atri e Penne - è previsto entro il 31 dicembre. «Il documento finale del Comitato tecnico percorso nascita regionale», sottolinea la dottoressa, «non è stato firmato all’unanimità, ma con tre voti contrari, non certo per fatti strumentali. Non siamo mai stati paladini dell’ospedale sotto casa, né tanto meno vogliamo un Punto nascita insicuro. Semplicemente due dei tre non firmatari componenti della commissione hanno ritenuto che la chiusura del Punto nascita di Ortona non fosse percorribile grazie al possesso dei requisiti di sicurezza previsti dal ministero della Salute sulle direttive del Piano Fazio». L’unico dato che avrebbe messo Ortona nella lista dei centri da depennare, sarebbe stato, per la Mucci, solo quello relativo agli 8 parti in meno rispetto al tetto dei 500 previsti dalla commissione per il 2013, un’annata che ha fatto comunque registrare un calo delle nascite a livello nazionale e in tutti i Punti nascita della Asl abruzzese.
Fino al 22 dicembre ad Ortona sono nati 554 bambini, con «un trend di attrazione in positivo», spiega la Mucci, «che supera anche altre strutture della Asl. Proprio perché operatori in prima linea da sempre», prosegue la responsabile dell’Uosd di Ginecologia e Ostetricia, «ci battiamo per la sicurezza in sala parto che riteniamo un requisito indispensabile e prioritario per il benessere della madre e del suo bambino».
Il Bernabeo può vantare, inoltre, un esito positivo per il 95% dei requisiti richiesti dalla commissione regionale. «Su 54 punti», spiega la dottoressa, «solo per tre Ortona non risponde positivamente, inerenti all’applicazione della parto analgesia, alla presenza di un solo elettrocardiografo al posto di due e alla presenza di 4 pompe a siringa che ad oggi sono invece in dotazione». Ortona può, invece, vantare un’assistenza medica ginecologica garantita per 24 ore, la presenza di ostetriche, quella di un’anestesista, di un pediatra in sala parto e di una serie di servizi. Come l’accoglienza della donna gravida a partire dalla 34ª settimana, la possibilità di effettuare esami e diagnostica per immagini, la presenza di due sale travaglio, il rooming-in, gli alti standard di sicurezza. «La difesa del Punto nascita», conclude la Mucci, «non è basata sul nulla. Siamo uno dei pochissimi Punti nascita regionali che dispongono di sala operatoria dedicata all’emergenza ostetrica, sempre pronta e disponibile 24 ore su 24 all’interno del blocco parto, adiacente e limitrofa alla sala parto senza l’utilizzo di corridoi o ascensori non dedicati che possano mettere a rischio la sicurezza della madre e del neonato. È accaduto, non certo ad Ortona, che la cronaca raccontasse di neonatologo e madre che deve partorire bloccati in ascensore». (d.d.l.)
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