Pupillo convoca 41 sindaci: restiamo uniti

23 Ottobre 2019

Domani l’incontro sul futuro del palazzo di giustizia. Vassalli (Ordine): subito il ripristino del personale per andare avanti

LANCIANO. Chiama a raccolta i primi cittadini dei 41 Comuni su cui ricade la competenza territoriale del tribunale di Lanciano, il sindaco Mario Pupillo. Un incontro, convocato per domani alle 18, alla Casa di conversazione, per ribadire l’unità del territorio in difesa del presidio di giustizia che serve circa 150.000 cittadini e per far spiegare al presidente del tribunale, Riccardo Audino, e alla presidente del consiglio dell'Ordine degli avvocati, Silvana Vassalli, che cosa accaduto lunedì scorso a Roma, dinanzi all’intergruppo parlamentare che si sta occupando della riforma della geografia giudiziaria e della soppressione dei tribunali di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona. E da Roma i rappresentati frentani sono tornati con sensazioni positive.
I SINDACI. L’incontro con tutti i primi cittadini auspicato da più parti, è per ribadire che c’è un comprensorio compatto in difesa del presidio, uno dei più antichi d’Italia, che affonda le radici nel 1832 - anche se era già sede di Corte di appello nel 700 - da sempre ai primi posti nelle classifiche della produttività del ministero della Giustizia e al servizio della zona industriale più importante del Centro-sud Italia. «La riunione di domani», dice Pupillo, «è per fare il punto della situazione dopo l’incontro di Roma e per un confronto su un problema di vitale importanza per il comprensorio frentano. Il tribunale è fondamentale per un territorio esteso che rappresenta la voce importante dell’export della Regione e che deve restare. Il Parlamento deve revisionare la scellerata riforma della geografia giudiziaria che non ha portato alcun beneficio, né economico e né sociale».
A ROMA. Salvare i tribunali, ripristinare le piante organiche e concedere una proroga di almeno tre anni: sono queste le richieste che la Vassalli ha portato a Roma messe nero su bianco su un documento unitario firmato anche dai presidenti degli ordini degli avvocati di Vasto, Vittorio Melone, Avezzano, Franco Colucci e Sulmona, Luca Tirabassi. «Abbiamo trovato una commissione particolarmente competente», dice Vassalli, «che ha ascoltato e conosce i disastri causati dalla chiusura dei tribunali cosiddetti minori. Abbiamo esposto subito la nostra relazione, anche con documenti, dati scientifici, in cui chiediamo in primis l’abrogazione della legge sulla chiusura dei tribunali, poi una proroga che è conseguenza di quelle riforme della geografia giudiziaria, delle competenze degli uffici e dei tribunali, che sono in atto. Servirebbe una proroga almeno fino al 2024 per capire come sarà la riforma e poi agire. Nel frattempo i tribunali devono lavorare, da qui la richiesta di ripristino delle piante organiche: senza dipendenti ci sarebbe una chiusura fisiologica. E a Lanciano il problema esploderà da gennaio».
LE PECULIARITÁ. Dopo la relazione generale ci sono state precisazioni sulle peculiarità di ogni presidio. «Lanciano è dal 2011 che si sta battendo per la sua salvezza in ogni sede», riprende la presidente Vassalli che da anni segue il problema, «anche contro chi cerca di boicottarlo, e ha gli argomenti per farlo. Come detto anche dal presidente Audino il nostro tribunale è altamente produttivo, in vetta alle classifiche di efficienza del ministero da anni. Serve un territorio ampio, dà risposte veloci di giustizia. Ha la zona industriale più importante del Centro-sud Italia ed è garanzia di sicurezza dei dipendenti e delle imprese. Ha un carcere di massima sicurezza e funziona bene. Perché, quindi, chiudere un tribunale che funziona?». La commissione inizierà un tour nei presidi soppressi dalla riforma, acquisirà relazioni e documenti che dimostrano che le chiusure hanno fatto danni.
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