Pupillo: Pd sconfitto ma il centrodestra è al palo da 10 anni

LANCIANO. «Il voto del 4 marzo merita una riflessione seria e rispettosa degli elettori. Reputo offensivo nei confronti dell’elettorato trasferire il voto politico a livello amministrativo locale»....
LANCIANO. «Il voto del 4 marzo merita una riflessione seria e rispettosa degli elettori. Reputo offensivo nei confronti dell’elettorato trasferire il voto politico a livello amministrativo locale». Il sindaco Mario Pupillo traccia un’analisi del voto in città dopo le dichiarazioni dell’opposizione che ha vistp, nel tracollo del Partito democratico alle urne, una «bocciatura» dell’esecutivo in carica. Secondo i rappresentanti in consiglio di Forza Italia e Nuova Lanciano, Graziella Di Campli e Paolo Bomba, «l’amministrazione Pupillo, pur candidando l’assessore in carica Marusca Miscia, non ha saputo fare da traino al Pd né convincere gli elettori che, come nel caso della Provincia di Roma, hanno dimostrato di apprezzare il lavoro svolto e di votare il Pd nonostante la dissafezione nazionale al partito di Matteo Renzi». Ma per il primo cittadino le cose non stanno così. «Basti pensare», interviene Pupillo, «che la lista più votata (Movimento 5 Stelle, come nel 2013, ndc) non è presente nella scena politica locale. Il Pd, la cui sconfitta netta e chiara non è in discussione, dovrà ripartire dalla ricchezza di una comunità che è stata capace di dare a Lanciano e al nostro territorio, oltre alla candidatura fresca, giovane e competente di Marusca Miscia, un rappresentante in Parlamento. L’elezione di Camillo D’Alessandro, persona che vive Lanciano da sempre e che conosce a menadito i problemi e le risorse dell’area frentana, è infatti da intestare al Pd e a una scelta chiara: invece di paracadutare da Roma sconosciuti come nel caso del centrodestra, che ha mandato a prendere i voti degli abruzzesi il promotore dell’amaro d’Abruzzo in Italia, Gianfranco Rotondi, ha candidato un rappresentante del nostro territorio. Questa è la differenza cruciale: il centrodestra di Lanciano ha eletto Gianfranco Rotondi, il centrosinistra Camillo D’Alessandro».
«Il voto politico», sottolinea ancora il sindaco, «ha dunque semplicemente ribadito l’inesistenza del centrodestra locale: sia prima del voto con il candidato dell’uninominale calato dall’alto senza neanche una minima possibilità di confronto, subìto come da tradizione, sia dopo il voto con la Lega passata dallo 0,15%, 33 voti, del 2013 al 12%, 2.308 voti, del 2018 senza rappresentanti locali. L’amministrazione Pupillo come noto ha la sua forza nel connubio virtuoso tra Pd e forze civiche, una squadra che già dal 2011 ha saputo interpretare la voglia di cambiamento rispetto al novecentesco centrodestra lancianese, centrando obiettivi impensabili per una formazione politica che ci ha lasciato Lanciano con il 20% di raccolta differenziata, casse vuote e alcuna visione del futuro. Noi abbiamo l’orgoglio, per esempio, di aver innescato con una nostra chiara scelta politica il circolo virtuoso di EcoLan, che sulla gestione dei rifiuti è diventata un punto di riferimento nazionale, anche per i 5 Stelle. Al palo dunque a Lanciano c’è il centrodestra, e non dal 4 marzo, ma da quasi 10 anni a questa parte». (d.d.l.)
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