Pupillo: soste controllate sulla Via Verde

Torino di Sangro. Il presidente della Provincia sulla gestione dei parcheggi: così evitiamo criticità
TORINO DI SANGRO . «Mi sembra sorprendente affermare che la Provincia debba condividere la gestione dei parcheggi su un’area di sua proprietà». Il presidente Mario Pupillo replica così al sindaco di Torino di Sangro, Nino Di Fonso, che ha criticato la decisione di mettere a bando la gestione dei parcheggi lungo l’ex tracciato ferroviario senza condividere tale scelta con i Comuni interessati dalla Via Verde.
«Ricordo che le aree sono di proprietà della Provincia di Chieti e che le stesse sono state utilizzate quest’anno, ma anche negli anni scorsi, gratuitamente dai Comuni che hanno la fortuna di ospitarle», replica Pupillo, «in particolare Vasto, Torino di Sangro-Le Morge, Fossacesia e San Vito. Desta stupore pertanto la sorpresa del sindaco di Torino di Sangro che critica la volontà della Provincia di attrezzare e regolamentare i circa 800 posti auto che si riusciranno a recuperare. Accade normalmente che ogni Comune gestisca in maniera autonoma l’utilizzo dei parcheggi sul suolo di sua competenza. Non mi spiego pertanto perché il sindaco si sorprenda di questa scelta. La sosta, inoltre, va regolamentata e controllata. Infatti la vicinanza delle aree di sosta con la ciclovia ha determinato, questa estate, attraversamenti o parcheggi abusivi sulla pista o addirittura danneggiamenti del manufatto, atti vandalici con rimozione di transenne e recinzioni nel Comune di Torino di Sangro, in località Le Morge e in altre, che hanno costretto l’impresa che sta realizzando l’opera ad apporre new jersey in cemento».
Il presidente della Provincia prosegue sostenendo che «il problema della carenza dei parcheggi esiste e sarebbe il caso che i Comuni, nelle aree adiacenti alla ciclovia, trovino soluzioni per creare spazi per ulteriori parcheggi che saranno gestiti ovviamente dai Comuni, come la Provincia gestisce le sue aree».
Poi Pupillo conclude: «Quindi non si tratta di una decisione verticistica ma della necessità di rigenerare e mettere a norma aree oggi degradate, che riqualificate creano servizi di qualità e decoro urbano per i tanti turisti oltre ad utili introiti per la manutenzione dell’infrastruttura. Lo sviluppo delle aree adiacenti, cui fa cenno il sindaco, non è compito della Provincia ma è competenza in capo ai singoli piani regolatori dei Comuni: dunque la Provincia non può dettare nessun indirizzo». (a.b.)

