Pupillo: «Timido e discreto, coi film emozionava»
LANCIANO. «Non ci sono parole per descrivere un dolore così grande, talmente disumano da essere indecifrabile, inspiegabile, incomprensibile». Così, dal Canada, il sindaco Mario Pupillo commenta la...
LANCIANO. «Non ci sono parole per descrivere un dolore così grande, talmente disumano da essere indecifrabile, inspiegabile, incomprensibile». Così, dal Canada, il sindaco Mario Pupillo commenta la morte di Davide Pompeo, 31 anni, strappato alla vita nel sonno nella notte tra mercoledì e giovedì. «Un ragazzo eccezionale», dice Pupillo, «che ho avuto la fortuna di conoscere bene dalla nascita essendo nato 24 ore dopo mio figlio Fabio. Amico di culla e poi fraterno crescendo. Per lui apprendere della morte di Davide qui in Canada è stato terribile. Davide era un ragazzo che, nonostante la giovane età, era impegnato nell’ambito culturale. Amava il cinema, esprimere con la cinepresa e le sue sceneggiature tutti i colori, le emozioni della vita, purtroppo così breve per lui. Proprio questo amore per il cinema e l’arte ci univa». Pupillo ricorda quando Pompeo gli mostrò il cortometraggio “Il Confessionale”, che ha ricevuto premi nazionali e internazionali. «Meritatissimi», commenta, «mi piacque molto e pensai a come quel ragazzo, che era di casa da noi, riuscisse ad esprimere le sue forti emozioni rispetto ad una timidezza e discrezione nel parlare che non facevano immaginare una sensibilità così ricca di contenuti e creatività. Le sue idee dimostravano la sua creatività ma anche che il sogno di fare il regista poteva avverarsi». Alla famiglia Pompeo, Pupillo è legato anche per via del padre, Arsenio, primario di Medicina-Geriatria del Renzetti, reparto dove il sindaco ha lavorato per 35 anni. «Noi medici siamo abituati ad avere a che fare con la vita e la morte, a misurare il dolore, a dargli delle mappe per riconoscerne le cause», conclude Pupillo, «ma non ci sono parole per descrivere e spiegare la perdita di un figlio». (t.d.r.)

