Quando Ricciuti mise le ali alla gloriosa Napolplast

I personaggi della teatinità. Il presidentissimo che portò la pallavolo in paradiso Erano gli anni di Leombroni, Alceo, Borrone e del campione del mondo Dvorak
CHIETI. Lo sport della pallavolo a Chieti ha raggiunto vertici che, almeno nel settore maschile, nessuna altra attività è stata mai capace di toccare, con la presenza per più anni nel massimo campionato italiano: di questo straordinario e probabilmente irripetibile risultato è stato uno dei principali protagonisti il personaggio che oggi presento nella mia vetrina, Sulpizio Ricciuti. E' stato infatti non solo il presidente di quella formazione, ma anche colui che ne ha accompagnato la crescita fin dall'inizio, quando insieme ad altri appassionati colleghi (Ricciuti è stato a lungo nel corpo dei Vigili del Fuoco di Chieti un punto di riferimento non solo per l'attività sportiva) guidava la Teseo Vigili del Fuoco, che partecipava al campionato di serie D e ai tornei giovanili. La svolta importante per il volley locale avvenne nel 1975 quando la Teseo unì le sue forze con l'altra società teatina, la Primavera di don Massimo Colella, sacerdote grande appassionato di questo sport. Nacque così la Napolplast che riuscì a compiere la straordinaria impresa di passare dalla serie D alla A. Nella massima serie la squadra teatina restò per più stagioni, e nel 1982 arrivò a partecipare alla poule scudetto. Protagonisti di questa impresa che è rimasta nella storia dello sport teatino furono tanti giovani locali, dall'allenatore Giampiero Leombroni ad Alceo Esposito, Marcello Borrone, Carlo D'Attanasio, Antonio Di Renzo, Piero Casoria, Walter D'Alessio, Francesco Egidi e altri, di cui mi scuso di non citare i nomi, che facevano parte di un’eccezionale covata che ha dato tanto al volley abruzzese. Di questo gruppo Ricciuti è stato punto di riferimento, la guida capace di aiutare tutti a superare ogni scoglio e a raggiungere i traguardi fissati. «Per noi non era solo il presidente - racconta Alceo Esposito - ma un padre sempre disposto ad ascoltarti e pronto a darti la mano che ti serviva».
A questo punto, forte di una lunga e intensa partecipazione alla vita sportiva cittadina, posso tranquillamente testimoniare, senza temere smentite, che la figura di presidente di Ricciuti è stata del tutto particolare per la sua totale partecipazione alla vita della squadra che lo portava ad essere presente in ogni momento. «Non mancava mai a nessuna trasferta - mi dice ancora Esposito - e la sua presenza era insieme rassicurante e di stimolo. Gli ne siamo stati grati e ancora lo siamo».
C'è un episodio che ancora si racconta nell'ambiente dello sport teatino relativo a quando la Napolplast riuscì ad ingaggiare una stella mondiale della pallavolo, Dusty Dvorak, che dimostra bene quali fossero le capacità del presidente Ricciuti. Dvorak, campione mondiale e olimpico, era atteso all'aeroporto di Roma da più rappresentanti di società interessate a tesserarlo. Sulpizio bruciò tutti, presentandosi all'aeroporto con la camionetta dei vigili del fuoco e andando a prendere il giocatore mentre scendeva dalla scaletta dell'aereo. Lo caricò e lo portò a Chieti dove potè dare il suo fortissimo contribuo alle fortune della squadra.
Sulpizio Ricciuti, marito e padre di due figli, Alessandro e Anna Lisa, entrambi funzionari di banca, viene da una famiglia numerosa, quattro fratelli e due sorelle, tra cui Romeo, che è stato più volte uomo di governo, come sottosegretario, oltre che presidente della Regione Abruzzo. Una famiglia di solidi principi, gli stessi che hanno sempre guidato Sulpizio nel corso della sua vita, anche e direi soprattutto nei momenti non facili che ha dovuto attraversare. E qui tocco tasti dolenti parlando di come è uscito di scena dalla vicenda sportiva, caricandosi di pesi che non gli sarebbero dovuti toccare, per situazioni da altri causate. Ma Ricciuti ha dato prova in quella circostanza di senso di responsabilità e amore per la sua città. So che nemmeno gradisce che si parli di questo, ma sento di doverlo fare per dare esatta misura della statura morale del personaggio.
Sulpizio è uno di quelli che sicuramente ha dato a Chieti più di quello che ha ricevuto. Questa nota a lui dedicata sia anche un po' una sorta di dovuto risarcimento morale...

