«Quartiere sociale, non cediamo»

20 Ottobre 2019

L’indagine sul progetto di Tollo, Radica contro Leve: i nostri atti sono in regola

TOLLO. «Non abbiamo nessun timore per il nostro operato, le polemiche mosse dal consigliere comunale Ettore Leve sul quartiere sociale sono strumentali». Il sindaco di Tollo, Angelo Radica, dice la sua sul progetto che secondo l’esponente di Art.1 per Tollo si baserebbe su dati «falsi», considerazioni che l’ex vicesindaco ha esposto in consiglio comunale e che il primo cittadino ha voluto venissero messe a verbale per il successivo invio degli atti in procura. Quindi, Leve è stato ascoltato dai carabinieri della stazione di Tollo, a cui ha ribadito la sua versione. Ora è Radica a intervenire per difendere l’attività svolta e ricostruire la vicenda. L’opera parte da un piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate: «La zona è stata indicata come tale in base ad una serie di parametri analizzati tramite un software», spiega il primo cittadino. Leve, inoltre, sostiene che la struttura dove dovrebbe sorgere il quartiere sociale – oltre ad essere attualmente sede di un’attività artigianale e commerciale – viene definita nel progetto come «fatiscente, degradata, non utilizzata e in disuso». Anche su questo Radica risponde: «Abbiamo allegato alla richiesta di accesso al finanziamento la dichiarazione della proprietaria dell’immobile che dà il suo benestare alla vendita», commenta il sindaco. «La stessa struttura non viene descritta così come dice Leve bensì indicata come semi-utilizzata». Infine Radica fa una considerazione: «L’adesione al bando con tutta la documentazione è stata approvata il 30 novembre 2015, prima in giunta e poi in consiglio comunale. È stata votata anche da Leve in qualità di assessore all’urbanistica». E le parole del consigliere comunale potrebbero avere delle ripercussioni: «Valuteremo», chiude il sindaco, «l’ipotesi di difenderci nelle sedi opportune». (a.s.)