Quattro richieste di aiuto in tre giorni

I dati del Centro Alpha: 88 casi in tutto il 2017, ma da gennaio a luglio scorsi sono già 76 le domande di assistenza
CHIETI. Sono state 88 in un anno, da novembre 2016 allo stesso mese del 2017: 7,3 casi ogni 30 giorni. Da gennaio scorso alla fine di luglio, invece, già si contano 76 segnalazioni: in pratica 10,3 casi al mese. Se dovesse continuare così, il trend di questo 2018 sarebbe da record rispetto ai precedenti anche se gli esperti invitano a considerare l’altra faccia della medaglia di questo fenomeno: la richiesta di aiuto porta con sé l’uscita allo scoperto e quindi la denuncia, sempre positiva, di un fenomeno che prima veniva tenuto nascosto nelle mura domestiche. I dati del Centro antiviolenza Alpha, sono eloquenti ma rappresentano anche una sorta di scudo posto a protezione delle donne che cercano aiuto. Anche perché, parallelamente alle denunce c’è anche la mobilitazione della “rete” che mai come in questi ultimi anni è pronta a dare sostegno morale e materiale.
«Sì, è aumentato il numero delle donne prese in carico», dice Marialaura Di Loreto, responsabile del Centro antiviolenza Alpha. «La scorsa settimana in tre giorni hanno chiamato 4 donne. Sicuramente nel periodo estivo c’è una recrudescenza del fenomeno tra vacanze, figli e altro. Ma noi ci siamo sempre. Non dimentichiamo che la violenza spesso inizia con segni anche di altra natura come la denigrazione psicologica, una sorta di primo stadio che distrugge la donna psicologicamente. Ma il numero in crescita di donne che si rivolgono a noi significa anche che c’è maggiore fiducia nel Centro antiviolenza e nelle istituzioni che possono così aiutarle. Prima tantissimi casi restavano nascosti. Ma parallelamente è aumentata anche la richiesta di aiuto a cercare lavoro e, in alcune circostanze, soprattutto con le straniere, la domanda di una casa».
Quest’anno è stato attivato il sostegno per il lavoro e a luglio scorso sono stati attivati quattro tirocini formativi pagati dal progetto ministeriale “Sibilla” che il Centro Alpha ha vinto lo scorso e attraverso il quale quattro donne - due italiane e due straniere - sono state inserite per sei mesi in alcune aziende secondo la loro propensione lavorativa e che vengono pagate 600 euro al mese. «La speranza», conclude Di Loreto, «è che se si trovino bene con gli imprenditori le hanno prese in carico e che tra non molto possano essere inserite nelle aziende con contratti anche a tempo indeterminato. Tramite la Cna è stata messa in piedi una convezione tra noi e le aziende disponibili ad accogliere queste donne. E poi non trascuriamo che oggi la “rete” funziona molto di più di una volta».
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