Quei Vigili del fuoco capaci di salvare un bimbo nel pozzo

5 Dicembre 2016

Santa Barbara in caserma con gli Scout in prima fila insieme con i simboli del corpo come Ricciuti e Gaspari

CHIETI. Il giorno dopo il conferimento della medaglia d’oro ai Vigili del fuoco per l’impegno a seguito del terremoto, il comando provinciale di Chieti ha celebrato la festa di Santa Barbara, patrona del corpo. Una festa voluta dal comandante provinciale Antonio Albanese in tono sobrio, sia per la coincidenza con le consultazioni referendarie sia perché parte diverso personale è fuori proprio per assistere le popolazioni terremotati.

Venticinque dei 200 pompieri in forze al comando provinciale sono infatti stati mandati all’Aquila, Teramo e Macerata per effettuare le verifiche dei fabbricati e il recupero dei beni rimaste nelle case a rischio crollo.

Alla festa, però, non mancavano i protagonisti principali: 150 bambini e ragazzi Scout, appartenenti ai gruppi Chieti 1, Chieti 4, Chieti 5, Cepagatti 1 e Guardiagrele 1.

Per loro era stato organizzato un vero e proprio parco divertimento in cui i bambini, indossati elmetto e pettorina, si sono sentiti per un momento veri e propri vigili del fuoco impegnati in operazioni di soccorso. La “Pompieropoli” con percorsi ad ostacoli, case in fiamme da spegnere con idranti (tutto finto e svolto in completa sicurezza) e adeguato rifornimento alimentare, è stata allestita sia nella parte esterna del comando provinciale che in quella che accoglie i grandi mezzi dei vigili del fuoco, per l’occasione schierati sul piazzale.

Oltre a quello dedicato ai più piccoli, c’è stato anche un momento religioso al termine del quale sono stati consegnati i riconoscimenti al personale in pensione e il comandante Albanese ha sintetizzato nel suo discorso un anno di attività, pur senza citare dati e cifre. Al termine della messa celebrata da monsignor Bruno Forte, il vigile del fuoco Ferdinando Napolione ha letto i messaggi augurali del presidente Sergio Mattarella, del ministro degli Interni Angelino Alfano e del capo del corpo Giocchino Giomi.

Il discorso del comandante, che ha voluto ringraziare per la presenza sia monsignor Forte che il prefetto Antonio Corona, è stato imperniato su due episodi in cui i pompieri si sono particolarmente distinti nell’arco dell’anno. Il primo è quello che per un attimo ha fatto ripiombare tutti nell’incubo di Vermicino in cui perse la vita il piccolo Alfredino Rampi: lo scorso 14 aprile, a Ripa Teatina, però, è andata diversamente, con il vigile del fuoco Claudio Minnucci che, imbracato alle funi, si è calato nel pozzo di 15 metri in cui era finito un ragazzo di 13 anni e lo ha riportato in superficie.

Il Comune di Ripa ha voluto ringraziare con una cerimonia pubblica tutto il corpo, definendo i vigili del fuoco “veri angeli custodi del nostro Paese”.

L’altro episodio ha coinvolto proprio un anno fa un’anziana signora colta da infarto al termine di uno spettacolo di beneficienza al Supercinema: i vigili del fuoco presenti sono subito intervenuti insieme a un collega fuori servizio che era in sala con la famiglia e sono riusciti a rianimare la signora, che poi purtroppo non ce l’ha fatta, perdendo la vita nel corso del successivo intervento chirurgico.

Il caso ha voluto che il vigile del fuoco fuori servizio che si è precipitato per salvare la signora fosse sempre Minnucci. Le benemerenze ai vigili in pensione sono andati a Lorenzo Di Mascio, Carlo D’Attanasio, Antonio Flacco e Matteo Grifone. È stato consegnato anche un riconoscimento alla memoria di Giuseppe Crisci, vigile del fuoco di Vasto morto in un incidente stradale. Menzione speciale, infine, per lo storico ex comandante Cesare Gaspari.

«Dopo 23 anni», ha detto l’ex comandante, «sicuramente l’emozione prende. Rivedo tante persone, i più giovani sono per me come figli, i più anziani sono stati i miei maestri, primo fra tutti Sulpizio Ricciuti». Un altro nome che ha fatto la storia dei vigili del fuoco teatini.