«Quel rifugio per cani è abusivo»

La struttura, con una quindicina di animali, segnalata al sindaco da un’associazione
VASTO. Un rifugio abusivo utilizzato come pensione per cani. La struttura, dove farebbero ingresso anche animali provenienti da fuori Regione, è stata scoperta in località San Lorenzo, alla periferia della città, dai volontari dell’associazione “Stop Animal Crimes Italia Aps”, che hanno chiesto l’intervento del sindaco Francesco Menna. «Abbiamo depositato un’istanza di sgombero di una struttura rifugio verosimilmente abusiva che verrebbe utilizzata come pensione per cani», fanno sapere i referenti dell’associazione, «si tratta di una struttura che si sostituisce alla figura del canile. Un canile, quello di Vasto, che da anni è al centro di polemiche per le condizioni non conformi alla legge, obsoleto e fatiscente, e che come avviene in tutto il Centro sud Italia, non gode della giusta importanza a causa del disinteresse istituzionale e delle strutture abusive dove associazioni e singoli volontari gestiscono i randagi per i fatti propri e fuori dalle regole. La nostra soluzione al randagismo non è accusare solamente le inadempienze delle Istituzioni o i canili, ma dirottare l’animalismo - interessato quindi ai sintomi e non alla malattia - alla legge, ossia alla gestione di rifugi autorizzati da utilizzare in progetti con gli enti preposti nella lotta al randagismo e ingresso nei canili per le adozioni. Per ottenere questo è obbligatorio colpire il sistema illegale degli stalli e i milioni di euro invisibili che viaggiano in migliaia di postepay personali e che li alimentano, tutelando e riportando il volontariato al volontariato vero e cancellando la speculazione con cui moltissime associazioni, grandi e piccole, campano».
I volontari di Stop Animal Crimes Italia Aps sono intervenuti in località San Lorenzo, in piena campagna, grazie alla segnalazione di alcuni residenti, trovando all’interno del rifugio abusivo una quindicina di cani. «Ci hanno riferito che vengono movimentati dai 10 ai 30 cani al giorno», riferiscono i volontari, «sono strutture che nascono per ragioni di lucro, andando a configurare un vero e proprio sistema illegale. Da due anni stiamo studiando il fenomeno del randagismo e abbiamo scoperto una rete nazionale di strutture abusive colme di randagi e finanziate da privati con il sistema delle “mamme a distanza”, dove il volontariato in moltissimi casi diventa una professione». (a.b.)
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