Quell’area tolta al degrado e data al ciclocross

A Montesilvano 4 ettari di terreno accolgono i bambini per gli allenamenti. Il sogno del ciclodromo
MONTESILVANO. Come una piramide: alla base c’è la scuola di ciclismo, per apprendere i rudimenti, gli elementi-cardine della disciplina, l’abc di questo sport, la zona da cui partire. Poi, muovendosi verso l’alto e andando verso la guglia di questo solido, trovi il ciclocross, la mountain bike e il bicycle motocross (Bmx) per arrivare al duathlon (corsa, ciclismo e corsa) e al triathlon (nuoto, ciclismo e corsa). A questa sorta di cuspide come coronamento architettonico sale, con i tempi tecnici necessari, il progetto che Stefano Giuliani sta realizzando in via Strasburgo, a Montesilvano, a due passi dal mare, non lontano dalla zona dei Grandi alberghi: il “Bike park team Giuliani”. Quattro ettari di terreno sono lì, pronti ad essere utilizzati da grandi e piccini per allenamenti e gare. Il campo in cui esercitarsi è stato anche recintato, mentre all’interno sono stati ricavati alcuni percorsi delimitati da paletti e nastri colorati. C’è anche un grande container, al centro, come quelli usati per i cantieri dell’edilizia, che funge da quartier generale per organizzatori e giudici delle gare.
«Questa era un’area incolta», spiega il campione abruzzese di ciclismo, «che la Immobiliare D’Andrea, tramite Achille Trave, ci ha concesso di utilizzare per fare sport. L’abbiamo ripulita ed eliminato le sterpaglie: ne è venuta fuori una location straordinaria destinata al ciclismo e che vogliamo portare avanti nei suoi vari settori. Al momento ci disputiamo una gara al mese con allenamenti che si tengono tre volte a settimana. Molti genitori si sono avvicinati a noi perché vedono questi sport appropriati per i loro figli, si appassionano anche e ci tengono affinché andiamo avanti. Ecco», aggiunge Giuliani, «al momento abbiamo creato l’associazione “Amici della bici” che vanta anche una ottantina di bambini che frequentano l’area. Tutti si allenano e ci aiutano a tenere pulita la zona. Io mi diletto quando serve anche a tagliare l’erba con un trattore per terene pulita la zona. Il mio sogno? Realizzare qui un ciclodromo, a disposizione di tutti, per togliere i bambini dalla strada e farli crescere sani attraverso lo sport fatto di fatica ma che appaga tantissimo». (r.o.)
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