«Quella richiesta del pm che mi riguarda»

Ateneo/2, la lettera della Mazzoccone che mette i puntini sulle “i” all’atto firmato dalla Ponziani
CHIETI. «Gentile Dottor Colantonio, dalla lettura dell'articolo a Sua firma del 29 gennaio 2016 sulla cronaca di Chieti, ho appreso di aver acquisito certa notorietà, insieme alla collega e collaboratrice Elvira De Dominicis, nell'ambito della vexata quaestio dei cosiddetti "Esami facili alla d'Annunzio".
Dal momento che benché farsesca, la situazione non è supportata da particolari elementi di risibilità, pur ringraziandoLa di aver riportato per esteso le motivazioni della richiesta di archiviazione del Pm sul procedimento penale in questione, Le chiedo di pubblicare, con il medesimo risalto ed visibilità, anche le mie considerazioni in merito alla parte del documento che mi concerne, rimandando invece ad altri ogni considerazione e valutazione sulla restante parte dello scritto.
Il motivo del mio ringraziamento nei Suo riguardi risiede nel fatto che solo dalla lettura del testo da Lei riportato ho avuto modo di sapere che nell’ambito di un procedimento - che la Procura stessa ha ritenuto di aprire a seguito di un esposto che per di più mi risulta anonimo -, sarebbe stata individuata: la sussistenza di un tentativo di concussione posto in essere ai danni tanto miei che della dottoressa De Dominicis; che tale tentativo non è stato ritenuto suffragato dalle cosiddette "s.i.t" o sommarie informazioni testimoniali e che, dulcis in fundo, in realtà le "presunte minacce" sono sembrate al Pm "piuttosto espressione di una personale sensazione della De Dominicis e della Mazzoccone".
In quanto persona informata dei "miei" fatti, ossia di quel che ho detto e fatto in occasione delle innumerevoli e pressocchè giornaliere visite della Guardia di Finanza presso il mio ufficio e quello della Segreteria Studenti di responsabilità, confesso che la lettura di quanto riportato al Gip dalla dottoressa Ponziani mi ha cagionato una qualche turbativa, portandomi a dubitare del pieno controllo delle mie facoltà mentali ed espressive. Non avendo personalmente asserito alcunché al riguardo di tentativi di concussione praticati ai miei danni "dal Del Vecchio in uno con Valentina Albertazzi", né espresso alcuna personale "sensazione" al riguardo di "presunte minacce" come del resto rilevabile proprio dalle s.i.t. citate nel testo, mi sono quindi chiesta da "dove" fosse scaturito l'avverbio utilizzato dal signor Pm nella propria richiesta di archiviazione.
Dal momento che il termine è usato nel linguaggio giuridico con il significato di 'secondo quanto sostenuto o affermato', l'utilizzo fattone comporta il rischio, forse sfuggito in occasione della stesura dell’atto, che la maternità della " presunta" dichiarazione di quel tentativo di concussione del quale si parla, venga in effetti attribuito a me ed alla dottoressa De Dominicis.
Cosa che invece sono del tutto certa di non aver fatto così come, del resto, la mia collaboratrice (oggi, per di più, preoccupata che la cosa possa comportare ulteriori ripercussioni nella sua vita lavorativa già abbondantemente sottoposta a stringenti attenzioni, per così dire…)
E quanto vado dicendo trova, a ben vedere, involontaria conferma nella circostanza che quell' "asseritamente" cui mi riferisco è l'unico avverbio italiano "… che consente al parlante di riportare discorsi che non ha ascoltato in prima persona dalla fonte originaria...".
Come infatti avvenuto non avendo mai avuto la ventura di essere personalmente ascoltata, in merito, dal signor Pm.
Stesso dicasi sulle "… presunte minacce", per di più considerate frutto di "personale sensazione... della Mazzoccone. La quale, cioè io, difficilmente presume, ed ancor meno prova "sensazioni" in presenza di minacce, essendo invece ancora in grado di capire, ancora con una certa lucidità, quando queste vengano o meno praticate.
Ora, benchè sia possibile che il tutto derivi dal fatto che il reato in questione, o il suo tentativo, siano stati ipotizzati in fase di svolgimento delle indagini e come tali vagliati dagli inquirenti nella ricerca di eventuali elementi a suffragio, l'esposizione della loro mancata individuazione, come avvenuta, ha invece dato modo ed agio, a chiunque abbia letto l'articolo, di pensare il contrario.
E sebbene quelli che mi conoscono più da vicino sappiano perfettamente che quando voglio o devo dire una cosa, o meglio ancora presentare denunce per fatti che ritengo illeciti o penalmente rilevanti lo faccio "personalmente", e con sottoscrizione aperta dei miei assunti, la pubblicazione del testo della richiesta di archiviazione del Pm dottoressa Ponziani, mette in cattiva luce, o peggio, adombra questa mia caratteristica.
Per tale motivo La prego di dare spazio anche alla mia, di voce, al fine di ridare dignità alla mia persona ed al mio abituale modo di agire, oltre che di tranquillizzare i miei datori di lavoro sul fatto che sono ancora presente a me stessa e che non mi astraggo in "sensazioni", essendo invece consapevole di quanto avviene intorno a me e di come, quando e cosa fare in ogni circostanza, compresa questa.
RingraziandoLa anticipatamente per la disponibilità che vorrà accordarmi La saluto cordialmente».
Lucia Mazzoccone

