Quella salma mai rivendicata Dopo 11 anni resta il mistero

20 Novembre 2024

VASTO. Sono trascorsi ormai undici anni dal ritrovamento di un cadavere nel fiume Sinello, in località Zimarino, avvenuto il 3 settembre 2013. Quel corpo dopo tanti anni è rimasto senza nome. La...

VASTO. Sono trascorsi ormai undici anni dal ritrovamento di un cadavere nel fiume Sinello, in località Zimarino, avvenuto il 3 settembre 2013. Quel corpo dopo tanti anni è rimasto senza nome. La ricostruzione del volto con la tecnica tridimensionale fatta dal medico legale Pietro Falco in collaborazione con l'antropologo forense Luigi Capasso, non è servita a risalire all'identità di quei resti. Nessuno ha mai reclamato quel corpo. Particolare che avvalora l'ipotesi di un omicidio avvenuto lontano dal Vastese. Il giallo del Sinello allo stato attuale resta un mistero. A ritrovare il corpo furono alcune guardie venatorie che facevano servizi antibracconaggio. I resti erano nascosti in un folto canneto. Il corpo era supino. Il volto immerso nell'acqua. I resti si trovavano sotto un ponte. Il cadavere era nudo. Nemmeno un brandello di stoffa copriva i resti in avanzato stato di decomposizione. Questo particolare ha fatto escludere da subito l'ipotesi della caduta accidentale nel fiume. Dall'esame radiologico si è potuto accertare che si trattava di un uomo fra 66 e 70 anni che presentava una protesi all'arcata superiore con alcuni denti in oro, il che portò gli investigatori a supporre che provenisse dall'Est. In questi 11 anni non è stata presentata alcuna denuncia di scomparsa. Né la popolazione del Vastese ha notato la scomparsa di qualche residente. Quel corpo è probabile che sia arrivato da molto lontano e sia stato gettato nel fiume da qualcuno che lo ha trasportato fin lì. Il canneto di Zimarino lo ha bloccato impedendogli di arrivare al mare. Le condizioni in cui fu ritrovato il corpo non hanno permesso di stabilire il tempo preciso di esposizione agli agenti esterni.