«Qui si discutono 4mila cause l’anno Non può chiudere»

31 Gennaio 2017

L’appello del sindaco Pupillo alla vigilia del voto in Senato In ballo la proroga fino al 2021: serve una nuova riforma

LANCIANO. «Il tribunale di Lanciano ha i numeri per restare aperto: è tra i primi posti in Italia per efficienza e produttività, serve la maggiore area industriale del centro sud, è uno dei più antichi. E, assieme agli altri tre tribunali, cosiddetti, minori a rischio di soppressione, ovvero Vasto, Sulmona e Avezzano, è un presidio di giustizia in una parte dell’Abruzzo, quello meridionale e delle aree interne, che dalla riforma sarebbe mortificato, desertificato. La legge di riordino delle circoscrizioni giudiziarie è stata un grave errore cui il Parlamento dovrà porre rimedio, ora con una proroga, poi magari con una nuova riforma». Il sindaco Mario Pupillo attende fiducioso, numeri alla mano, la discussione di oggi pomeriggio, alle 16,30 in Senato, sull’emendamento che chiede la proroga alla chiusura dei quattro tribunali abruzzesi di almeno tre anni, dal 2018 al 2021. Emendamento proposto da tutti i parlamentari abruzzesi: Arrigoni (Noi con Salvini), Pelino (FI), Castaldi (M5s), Pezzopane (Pd) e Chiavaroli (Ncd).

«La convergenza politica fa capire quanto sciagurata sia stata quella riforma Monti», riprende Pupillo, «che, alla luce delle tragedie che hanno colpito l’Abruzzo, neve e terremoti, emerge ancora di più. Una riforma fatta sui numeri e non sui territori, fatta per spendere meno. Invece si fanno il doppio dei chilometri, la spesa per i cittadini sale da 10 a 20 milioni, c’è maggiore inquinamento, rischio di incidenti e tanti altri disagi. Occorre una riflessione seria su un servizio, quello della giustizia, imprescindibile per i cittadini». Certo la proroga è fondamentale ma poi occorre andare oltre, secondo Pupillo, magari appoggiati da un Governo più stabile e lungimirante, puntare a una nuova riforma che salvi un tribunale che affonda le radici nel 1832 -ma era già sede di Corte di appello nel 1700- e ha una produttività altissima. Da anni è al primo posto delle classifiche del Ministero per il minor numero di cause civili pendenti. Non ci sono cause pendenti decennali e quelle del 2013 sono state tutte chiuse. Spera nella proroga anche l’Ordine degli avvocati. «L’emendamento al milleproroghe è stato presentato da tutti i parlamentari abruzzesi», evidenzia la presidente Silvana Vassalli, «la commissione lo ha dichiarato ammissibile e, facendo i dovuti scongiuri, dovrebbe essere a favore anche il Senato. Alla luce delle recenti tragedie, inoltre, sarebbe opportuno prorogare l’apertura al 2021 anche per problemi logistici. Questi tre anni, poi, servirebbero per studiare alternative per la sopravvivenza di almeno due dei 4 tribunali». La Vassalli pensa anche al personale vista la carenza che c’è oggi, anche a causa dello spettro della chiusura. «Proroga significa avere personale e non essere abbandonati», precisa la presidente, «copertura dei posti in organico in tutti gli uffici». In Procura ad esempio c’è solo il pm Rosaria Vecchi, su tre magistrati necessari e un organico scoperto per il 60%.

Carenze che non fermano l’attività. La stessa Vecchi ha evidenziato la necessità di tenere aperto il tribunale anche per una questione di efficienza nelle indagini: una cosa è guidare gli uomini guardandoli negli occhi, confrontandosi più volte al giorno, stare sul territorio, una cosa è farlo per telefono o dopo ore di viaggio. Intanto oggi si parla di proroga da approvare. Per la città di Lanciano saranno a Roma Leo Marongiu, presidente del consiglio comunale, e il vice sindaco Pino Valente, perché Pupillo è impegnato a Chieti per l’insediamento del nuovo consiglio provinciale. Poi nuove soluzioni si studieranno nei prossimi tre anni. La soluzione di Pupillo di 5 anni fa prevedeva l’accorpamento con Vasto e alla sede attuale di via Fiume si aggiungeva Palazzo degli Studi, concesso gratuitamente dal Comune per accogliere gli uffici vastesi, con un risparmio di 250mila euro annue. Nella città istoniense resterebbe un presidio di giustizia con gli uffici della Procura, polizia giudiziaria e altri servizi. Di certo è che, proroga alla mano, bisognerà poi lavorare all’unisono con Vasto e gli altri Comuni del comprensorio.

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