«Qui vogliamo l’ospedale con tutti i reparti»

26 Maggio 2020

La lista “Uniti per Atessa” al sindaco di Paglieta: la Medicina del lavoro stride con le esigenze reali

ATESSA. «La nostra proposta sull’ospedale del territorio può essere integrata, ma non stravolta. Le conseguenze le pagherebbero i cittadini»: è la risposta del gruppo di maggioranza Uniti per Atessa (composto da Mau, Pd e Indipendenti), al sindaco di Paglieta, Ernesto Graziani, che in una proposta ha prospettato per il San Camillo una conversione in Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) sulla Medicina del lavoro, Traumatologia e Medicina dello sport.
Uniti per Atessa non ci sta e definisce l’idea di Graziani estemporanea.
«Il progetto di un Irccs per la Medicina del lavoro e per lo sport, pur rappresentando una buona idea per il futuro, oggi appare del tutto stridente con le esigenze primarie della popolazione, anche alla luce della recente pandemia. Se ci sono idee chiare e precise, siamo sempre pronti a discutere e integrare la nostra proposta, ma non possiamo affidarci all’estemporaneità. Chiediamo a tutte le forze politiche, ai cittadini e ai sindaci dei paesi vicini, che ci sono stati accanto, di continuare nella battaglia, cominciata insieme, e finalizzata ad avere un ospedale al servizio del territorio per il bene di tutti i cittadini. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione, mettendo in discussione il percorso fatto finora, prestando il fianco a coloro che hanno ostacolato (e continuano ad ostacolare) un futuro importante e dignitoso del San Camillo de Lellis all’interno della rete ospedaliera abruzzese».
Non solo “estemporanea”, però: la proposta di Graziani è definita anche inaccettabile. «Sarebbe bello poter aver ciò che si brama solo esprimendo un desiderio o con lo schioccare delle dita, ma la realtà è un’altra e, soprattutto, quella attuale non permette voli pindarici, fughe in avanti, ed esige concretezza e lealtà».
Il sindaco Giulio Borrelli recentemente ha formulato una nuova proposta per l'ospedale di Atessa che trova fondamento nell'articolo 2 del decreto-legge “Rilancio Italia”: se il San Camillo deve avere anche un reparto Covid, va dotato di tutti i reparti necessari e di personale medico e infermieristico specializzati e, nella stessa struttura, devono convivere unità e reparti ospedalieri “non Covid”, separando i percorsi con adeguati investimenti. «Un ospedale», afferma Uniti per Atessa, «con pronto soccorso aperto 24 ore, radiologia e analisi, medicina, lungodegenza, area chirurgica per interventi programmati, endoscopia, poliambulatori, e altro. E va anche prevista la presenza della riabilitazione».
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