Raccolta dei rifiuti EcoLan in difficoltà

1 Aprile 2016

La nuova direttiva della Regione sugli impianti mobili potrebbe vietare il conferimento dei Comuni a Cerratina

LANCIANO. Una direttiva della Regione sugli impianti mobili che dovrebbe arrivare a breve nei palazzi comunali sta preoccupando i 53 sindaci soci della spa pubblica EcoLan. L'annuncio della direttiva è stato fatto dal presidente della società, Massimo Ranieri, nel corso dell'assemblea per l'approvazione del bilancio e rinnovo del cda. In sostanza la Regione avrebbe stilato una sorta di regolamento sugli impianti mobili, come ad esempio quello di Cerratina dove si servono tutti e 53 i comuni del Frentano per il trattamento dei rifiuti indifferenziati.

Se l'impianto frentano non dovesse rispondere a tutti i requisiti imposti, la prospettiva è la chiusura assieme alla scelta, in un breve lasso di tempo, di un altro impianto dove destinare il pattume indifferenziato. Se da un lato l'impianto di Cerratina, riaperto nel 2014 proprio dalla nuova dirigenza Ranieri, presenta, al momento tutte le carte in regola (ha sempre ricevuto pareri positivi dall'Arta), dall'altro c'è il rischio concreto che per una qualche ragione l'impianto non possa più svolgere la sua funzione.

Il timore dei sindaci è che i costi lievitino e che ci si ritrovi con un impianto chiuso nel periodo estivo con tanto di bilanci e tariffe Tari già approvati. EcoLan ha già annunciato che chiederà alla Regione di fornire un elenco di impianti pubblici alternativi e, nel caso in cui gli indifferenziati dovessero andare in impianti privati, di definire le tariffe. Che ci sia da che preoccuparsi lo ricordano i precedenti già vissuti. A fine dicembre 2012 i Comuni non hanno potuto più servirsi dell'impianto mobile frentano, nè trasferire la parte organica del pattume in quello di Avezzano, indisponibile all'epoca al trattamento. Di qui la sottoscrizione in fretta e furia di un contratto con l’unica struttura disponibile al tipo di trattamento dei rifiuti: l’impianto privato Deco.

I costi applicati, però, erano maggiori e si è arrivati a pagare una media di 150 euro a tonnellata, oltre 20 euro in più rispetto a prima. L’impianto mobile di Cerratina, dopo oltre un anno di costi in eccesso che significarono, ad esempio, per il comune di Lanciano una spesa di 800mila euro di debiti fuori bilancio, fu riattivato dalla Regione nell’aprile 2014.

Ad oggi i Comuni pagano in media 124 euro a tonnellata. «Il problema dell’impianto mobile si trascina da anni» interviene il consigliere comunale del Pd, Antonio Bianco «e la sua mancata soluzione ha accelerato il consumo delle volumetrie della discarica di Cerratina. In consiglio comunale, il Pd di Lanciano aveva previsto con esattezza già dal 2012 le criticità che sarebbero venute a galla nel gennaio successivo, soffocando i bilanci dei comuni con tutte le ripercussioni del caso sui cittadini, sia in termini di servizio che di tariffe. Con i sindaci del territorio abbiamo chiesto a EcoLan di resistere e reinventarsi il ruolo attivo che le compete e che avrebbe dovuto svolgere già da 20 anni. Oggi i risultati sono evidenti e stiamo programmando ulteriori progressi».