Raccolta dei rifiuti Il caso Baschi azzurri finisce in aula

VASTO. Perplessità sui costi e sul possesso delle autorizzazioni. Finisce sotto la lente di ingrandimento dell’opposizione consiliare la convenzione stipulata dal Comune con l’associazione Baschi...
VASTO. Perplessità sui costi e sul possesso delle autorizzazioni. Finisce sotto la lente di ingrandimento dell’opposizione consiliare la convenzione stipulata dal Comune con l’associazione Baschi azzurri Abruzzo onlus, per il controllo delle discariche abusive e il recupero dei rifiuti. Un servizio che l’amministrazione comunale ha affidato al gruppo di volontari in cambio di un rimborso spese di 2.500 euro mensili, per la durata di un anno.
«Credo che questo provvedimento meriti più di una riflessione, sia per quanto riguarda la spesa, sia per l’opportunità, sia per le misure stringenti imposte dalla legge», sostiene Davide D’Alessandro, consigliere comunale indipendente, «infatti il decreto legislativo 152/2006 (Testo Unico sull’ambiente, ndc) obbliga chiunque effettua un’attività di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti alla prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione all’Albo nazionale dei gestori ambientali. L’associazione Baschi Azzurri Abruzzo Onlus possiede l’autorizzazione?».
Interrogativi, quelli sollevati da D’Alessandro, che saranno oggetto anche di una interrogazione estesa al gruppo comunale della Protezione civile. È lo stesso consigliere ad annunciarlo. «Bisogna fare chiarezza non solo sulla convenzione, ma su tutte le rimesse che, a vario titolo, piovono sulla Protezione civile», aggiunge l’esponente della minoranza, che spera in una «risposta esaustiva da parte del sindaco Luciano Lapenna».
Da Palazzo di città non giungono, al momento, commenti. Si astiene da dichiarazioni anche l’associazione Baschi azzurri, iscritta all’albo regionale della Protezione civile. Sono anni che il gruppo si occupa di vigilanza ambientale e in particolare di discariche abusive, un fenomeno in aumento da quando la raccolta differenziata è stata estesa a tutta la città (fatta eccezione per la Marina). Centinaia i verbali compilati che hanno permesso di sanzionare gli autori dell’abbandono dei rifiuti a cui i volontari sono risaliti frugando tra il pattume o facendo appostamenti. Un’attività, elogiata in più occasioni dall’amministrazione comunale, che dallo scorso mese di luglio è stata regolamentata con una convenzione e che ha permesso, in questi mesi, di scovare e bonificare decine e decine di siti inquinati. Quella stessa convenzione è finita nel mirino di D’Alessandro.
Anna Bontempo
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