Raccolte 1.600 firme a sostegno dei precari Asl

24 Dicembre 2017

Dopo 10 giorni finisce il sit-in di operatori socio-sanitari e ausiliari davanti all’ospedale Petizione inviata a Regione e azienda: «Vogliamo riconosciuta l’anzianità di servizio»

LANCIANO. Milleseicento firme per chiedere ad Asl e Regione di dare il via libera al riconoscimento dell’anzianità di servizio anche ai dipendenti delle cooperative che lavorano negli ospedali, in vista del concorso pubblico per operatori socio-sanitari (Oss) e ausiliari previsto per il 2018. È il regalo atteso sotto l’albero dai circa 200 Oss e ausiliari che lavorano nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Gli operatori lo hanno già chiesto ma ora manderanno una richiesta scritta al direttore Asl Pasquale Flacco e all’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, assieme alle 1.600 firme raccolte in dieci giorni di presidio davanti al Cup dell’ospedale Renzetti. Gli operatori hanno raccolto le firme fuori delle ore di lavoro, aiutati dall’Unione sindacale di base (Usb) che appoggia la loro battaglia da mesi. «Abbiamo ricevuto tanta solidarietà in questi giorni e non ce lo aspettavamo», dicono Giovanna e Alice che da 8 anni lavorano al Renzetti e vendono ora appeso ad un filo il loro posto, assieme a tanti altri colleghi, se al concorso parteciperanno senza poter vantare questa anzianità di servizio. «C’è chi ci ha persino portato il caffè visto il freddo», raccontano, «siamo contente che molte persone hanno firmato dopo essersi informate e dell’appoggio di medici, infermieri, colleghi e dell’amministrazione comunale». Alle 1.600 firme sono legate le speranze di questi lavoratori. «Di almeno 200 famiglie», precisa Daniele Moretti (Usb), «quelle degli oss e ausiliari delle cooperative che passeranno un Natale in apprensione. Se non vedranno riconosciuta l’anzianità di servizio al concorso, rischiano anche il posto». Anzianità non riconosciuta per ora ai dipendenti delle cooperative, che nella Asl gestiscono anche il personale del servizio mensa, pulizia e del Cup. «Lavoriamo in ospedale da 8 anni, alcuni anche da 12», dicono Alice e Giovanna, «ma senza il riconoscimento di questa anzianità la nostra domanda sarà identica a quella di un Oss appena diplomato». «Anche se non c’è paragone», precisa Moretti, «visto che i dipendenti delle cooperative hanno una lunga esperienza, possono lavorare subito, non devono essere formati di nuovo». L’Usb chiede, quindi, a Regione e Asl di ripensare la politica delle esternalizzazioni, che non porta risparmi, e di provare a seguire l’esempio di altre due regioni. «La Regione Lazio», spiega Luigi Iasci (Usb), «con la legge 4 del febbraio 2017 ha riconosciuto l’anzianità di servizio per il personale sanitario addetto e non, impiegato dalle aziende e cooperative che hanno in appalto i servizi sanitari. Ha applicato quella che è la nostra richiesta attuale. La Regione Puglia è andata oltre con la creazione di società in house providing, modello EcoLan, che ha riportato sotto il suo controllo i servizi e i lavoratori delle ditte esterne, sanando così anche i bilanci».
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