«Raddoppiata la tariffa dell’acqua»

22 Dicembre 2015

Sasi, Di Stefano: «Facile così risollevare i bilanci. Le assunzioni? Ci sono state»

LANCIANO. «I bilanci e gli investimenti milionari della Sasi? Facile parlare quando si raddoppia la tariffa dell’acqua e si azzera il fondo di accantonamento. Le assunzioni e le consulenze dal profumo politico? Ci sono state e lo dimostreremo, atti e contratti alla mano». Il deputato Fabrizio Di Stefano (Forza Italia) ribatte al presidente della Sasi, Domenico Scutti, che nei giorni scorsi, nel presentare il bilancio 2015 della società che gestisce il servizio idrico integrato in 92 comuni del Chietino, ha parlato di investimenti per oltre 36 milioni di euro (20 milioni dei quali sulla depurazione), di bilanci risanati e del fatto che nella sua gestione non ci sono state assunzioni.

«È vero che il bilancio Sasi è migliorato», dice Di Stefano, «ma a fronte dell’aumento della tariffa dell’acqua passata, con l’avvento di Scutti, da 0,84 centesimi a 1,60 euro al metro cubo. Soglia che arriva a 2,04 euro al metro cubo per le seconde case. È facile rimettere in piedi i bilanci quando le tariffe raddoppiano. È vero, poi, che questi aumenti sono stati indicati dall’Ato, ma sono decisi sulla base dei costi di gestione della Sasi che con Scutti sono aumentati. E nei costi di gestione ci sono anche gli interinali e il personale che il presidente dice di non aver preso. Bene, allora spieghi Scutti come è possibile che un interinale e addirittura un dirigente Sasi che erano in mobilità nell’Ara (Associazione regionale allevatori d’Abruzzo, ndc), che è un ente privato, siano finiti in un ente pubblico come la Sasi. Poi benissimo che i lavoratori ci siano e lavorino, ma è possibile che siano tutti legati al Pd?», sostiene Di Stefano, «Che siano tutti familiari di consiglieri di centrosinistra, ex collaboratori o ex amministratori del Consorzio acquedottistico? Intorno a Scutti ho visto persone che sono in Sasi e fino a poco tempo fa erano collaboratori di esponenti del Pd, addirittura erano all’Expo per conto della Regione: come sono finite nella società? I sindaci di centrodestra chiederanno l’accesso agli atti per verificare questi contratti. Chissà che non dia un’occhiata anche la Procura».

Altra questione toccata da Di Stefano è l’Isi. La società proprietaria delle reti è stata messa in liquidazione, ma da oltre un anno non si hanno più notizie. Eppure il commissario liquidatore prende uno stipendio e dovrebbe dare atto, secondo il deputato, di quanto sta facendo, se le reti sono passate o meno ai Comuni e a che punto è la liquidazione.

Teresa Di Rocco

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