Rapina con l’auto rubata a San Salvo

16 Gennaio 2019

Il colpo al Punto Blu dell’A14, gli investigatori battono la pista della malavita locale. Residenti e politici: ora più controlli

VASTO. Proseguono le indagini sulla rapina messa a segno lunedì pomeriggio al Punto Blu del casello dell’A14 Casalbordino-Vasto nord. La Fiat Uno bianca usata dai due rapinatori incappucciati era stata rubata a San Salvo a dicembre. E non è escluso che, dopo il colpo di due giorni fa, i due rapinatori e anche un terzo complice che li aspettava al volante di un’altra vettura siano tornati proprio a San Salvo. La rapina ha fruttato ai malviventi appena 300 euro. Il moltiplicarsi di rapine ai danni di persone o uffici potrebbe portare gli investigatori a imboccare la pista dei tossicodipendenti o di personaggi alla ricerca disperata di poche centinaia di euro.
Il fatto che sempre più spesso le rapine vengano compiute con macchine rubate a San Salvo porta i cittadini a chiedere più controlli contro i furti di auto coinvolgendo magari di più la polizia locale.
Il segretario di Fratelli d’Italia di Vasto, Marco Di Michele Marisi, invita il sindaco di Vasto Francesco Menna a mettersi al timone del Vastese coinvolgendo tutti i sindaci per ottenere maggiore considerazione dallo Stato: «È evidente», dice il segretario di Fratelli d’Italia, «che c’è bisogno di un’attenzione particolare su questo tema. Ribadisco che Vasto è la città capofila di un territorio molto ampio e quindi deve assumersi, per il tramite del primo cittadino, tutta la responsabilità. Occorre che il sindaco, piuttosto che manifestare ogni volta solidarietà alle vittime delle rapine e degli episodi criminosi, faccia fronte comune con gli altri sindaci del territorio per affrontare una questione, quella della sicurezza, che riguarda questa porzione d’Abruzzo. Essere città capofila significa avere onori e oneri. Ora c’è la necessità di mettere insieme tutte le istituzioni per varare un vero e proprio piano di tutela della sicurezza dei cittadini, con tutti gli strumenti a disposizione. I sindaci possono e devono fare la propria parte. E spetta alle città più grandi fare il primo passo per costruire questo fronte comune», afferma Marisi.
«L’ultimo episodio ci lascia sconcertati», dicono i consiglieri di minoranza Davide D’Alessandro e Alessandra Cappa, «il sindaco invoca rinforzi da chi sta al governo e sottolinea il lavoro iniziato dal Pd e dai suoi uomini: il problema è che il Pd ha iniziato troppe cose senza portarne a termine alcuna. Certo, ora tocca alle forze di governo intervenire, ma devono farlo sulle macerie lasciate dal Pd e da chi lo rappresenta. Sapere oggi che anche il Pd è preoccupato, non ripetendo più la litania lapenniana che Vasto non è Beirut, un po’ ci fa piacere. Meglio tardi che mai».
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