Rapina con lo spray, l’arrestato si difende

Il 39enne respinge le accuse e chiede una comparazione con le immagini della videosorveglianza
LANCIANO. Respinge le accuse e chiede una comparazione con le immagini della videosorveglianza Gaetano Guarnieri, il 39enne finito agli arresti domiciliari per aver aggredito una donna con lo spray urticante durante un tentativo di rapina in abitazione. L’uomo, difeso dall’avvocato Vincenzo Menicucci, ieri mattina si è presentato in tribunale per l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Massimo Canosa. «Il mio assistito ha dichiarato che non c’entra niente con il tentativo di rapina», riferisce il legale, «ho già depositato al giudice la richiesta di incidente probatorio per una perizia video antropometrica oppure per un esperimento giudiziale sul posto. La prima tende a verificare se effettivamente il soggetto ripreso dalle immagini del servizio di videosorveglianza è compatibile con il Guarnieri, l’esperimento mira invece a riprodurre le medesime circostanze di tempo e di luogo, consentendo al mio assistito di recarsi in via Belvedere e percorrere verso l’uscita il vialetto dell’abitazione in cui è stato tentato il reato. Il tutto filmato dal sistema di videosorveglianza che ha già ripreso i due presunti ladri l’11 settembre scorso, in modo da poter effettuare una successiva comparazione tra le immagini».
Quel sabato sera due persone si erano introdotte nell’abitazione con l’intento di commettere furto. Mentre rovistavano al piano di sopra, era rientrata la proprietaria, una 62enne. Colti sul fatto i ladri si erano dati alla fuga, aggredendo la donna con lo spray urticante. Le immagini della videosorveglianza e le testimonianze raccolte dalla polizia hanno portato a individuare in Guarnieri uno dei due presunti rapinatori. «Altezza e fattezze non corrispondono», sostiene invece l’avvocato dell’arrestato, «ci sono state due individuazioni fotografiche, di una signora affacciata al balcone a una distanza di un centinaio di metri e della donna aggredita con lo spray, ma entrambe descrivono un soggetto alto 1,80 metri. Il mio assistito è più basso. Per questo abbiamo prodotto al giudice alcune fotografie di Guarnieri, in modo che possa confrontare direttamente altezza e fattezze fisionomiche col fotogramma estrapolato dalla polizia o autorizzare l’incidente probatorio». Il giudice si è riservato la decisione.
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