Rapina e picchia la ex: condannato a 32 mesi

13 Luglio 2022

L’uomo, un 25enne di Lanciano, l’aveva anche minacciata di sfigurarla ricorrendo all’uso dell’acido

LANCIANO. L’ha rapinata, picchiata e minacciata di sfigurarla con l’acido. Ha minacciato pure i genitori di lei. Ha picchiato un uomo che era intervenuto in difesa della donna. Con le accuse di rapina, lesioni aggravate, minacce verso la ex fidanzata, Giovanni Roselli, 25 anni di Lanciano, rappresentato dall’avvocato Luca Scaricaciottoli, è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione, con rito abbreviato, dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi.
Secondo quanto emerso in aula, in base alle indagini della polizia del commissariato di Lanciano, Roselli il 2 settembre 2021 avrebbe rapinato la fidanzata, una 35enne di Lanciano. L’avrebbe prima presa a pugni, poi morso la guancia destra, poi una volta a terra le avrebbe sferrato dei violenti calci alla gamba. In difesa della donna accorre un vicino 65enne che per tutta risposta incassa una serie di pugni al volto da Roselli che ruba così il telefono cellulare della ragazza, un iPhone 12 e il mazzo di chiavi dell’abitazione della donna che era all'interno della borsa che portava con sé. La ragazza e l’uomo che l’ha difesa finiscono al pronto soccorso: la 35enne rimedia 5 giorni di prognosi per contusioni multiple, mentre l’uomo 10 giorni per la “frattura dell’osso nasale destro, trauma cranio facciale non commotivo ed escoriazioni del ginocchio”. Da qui le accuse di lesioni aggravate per Roselli.
Ma, nei giorni successivi, dal 3 al 9 settembre 2021 sarebbe stato un crescendo di minacce alla fidanzata e ai suoi genitori. Prima una telefonata in cui le dice che «le avrebbe gettato dell'acido addosso», poi al padre mima il gesto del taglio della gola, e mentre fissava la figlia gli mostrava un accendino che aveva tra le mani spegnendo e accendendo la fiamma. Il 9 settembre si sarebbe scagliato contro mamma e figlia che erano in auto. Prima avrebbe cercato di aprire la portiera del passeggero, poi avrebbe colpito l’auto con dei pugni e avrebbe urlato alla ragazza: «Io ti ammazzo, io ti sparo». Ora è arrivata la condanna per rapina, minacce, lesioni, a cui l’avvocato può fare appello, una volta lette le motivazioni. (t.d.r.)
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