Rapina in villa, spunta un altro complice

21 Marzo 2019

Indagini chiuse sull’assalto choc in casa dei Martelli: gli indagati salgono a 7, prima udienza per la banda dei romeni l’8 maggio

LANCIANO . Chiuse le indagini e fissato il processo con rito immediato davanti al tribunale collegiale al prossimo 8 maggio. Il procuratore capo Mirvana Di Serio dopo 6 mesi di lavoro ha messo un punto alla rapina avvenuta il 23 settembre scorso nella villa dei coniugi Martelli-Bazzan ottenendo dal giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa il via libera per il processo diretto. Davanti ai giudici del collegio andranno in sette.
GLI IMPUTATI. La banda composta da 6 romeni ha legato, imbavagliato e picchiato a sangue il medico Carlo Martelli e tagliato con ferocia metà orecchio destro alla moglie Niva Bazzan: due ore di terrore al termine delle quali sono stati portati via tre orologi (un Breitling, un Bulova e un Calvin Klein), un anello, due catenine e un paio di orecchini d’oro e 1.990 euro. I 6 componenti della gang, i fratelli Ion Cosmin e Costantin Aurel Turlica, Ruset Aurel, Alexandru Bogadan Colteanu, ritenuto il braccio violento della gang, George Ghiviziu e Marius Adrian Martin, sono tutti in carcere, catturati grazie al lavoro congiunto della squadra mobile della polizia di Chieti, guidata dalla dirigente Miriam D’Anastasio, e dei carabinieri di Lanciano con il capitano Vincenzo Orlando e il tenente Massimo Canale. Ma accusato di favoreggiamento c’è anche un settimo imputato: Gheorghe Traian Jacota, 48 anni, compagno della madre di Ghiviziu che fu arrestato a Sant’Onofrio il 29 settembre scorso perché, secondo gli inquirenti, con la sua Bmw stava aiutando Ghiviziu a fuggire.
LE ACCUSE. Per i 6 componenti della banda i capi di imputazione sono tre: concorso in rapina pluriaggravata, lesioni gravissime (40 giorni la prognosi di Martelli a cui nel pestaggio hanno rotto una vertebra, mentre alla Bazzan il taglio di metà orecchio con una roncola di 15 centimetri ha causato un danno permanente) e sequestro di persona. Rischiano da 6 a 20 anni di carcere. «Studieremo l’incarto processuale e valuteremo l’opportunità di chiedere riti alternativi entro il termine dei 15 giorni», spiega Paolo Sisti, legale di Ghiviziu. E la probabilità che arrivino le richieste di riti abbreviati – che portano alla riduzione di un terzo della pena- è alta, visto che tranne Colteanu che non ha mai parlato, gli altri sono rei confessi. Ma, mentre i fratelli Turlica, Ruset Aurel e Ghiviziu hanno ammesso di aver fatto parte della banda, scaricando però la colpa del pestaggio e della mutilazione su Colteanu e indicando Martin come capo della gang, quest’ultimo sostiene invece di non aver mai messo piede nella villa e di aver fatto solo da palo.
LE ANALISI. Nei 5 faldoni ci sono 6 mesi di indagini meticolose. Ci sono i risultati delle analisi della scientifica che inchiodano i 6 rapinatori; quelli della scientifica di Roma che ha analizzato 40 degli 80 reperti che i colleghi di Ancona hanno sequestrato il giorno della rapina e successivamente nella villa, (persino le cicche di sigaretta), nella casa dei Turlica in Corso Roma, nella Golf e la Bmw usate la notte del colpo e nel borsone rinvenuto dai carabinieri nelle campagne di Santa Maria dei Mesi lanciato dai rapinatori in fuga con tute, scarpe, passamontagna, guanti usati durante la rapina nonché scotch e fascette usate per imbavagliare e legare il medico e la moglie. Impronte, tracce ematiche e biologiche da cui è stato estratto anche il dna e confrontato con quello dei rapinatori. Ci sono anche i filmati che incastrano Colteanu e Martin e la relazione sul contenuto dei 6 cellulari sequestrati. Ora il cerchio è davvero chiuso.