Rapina in villa, trasferito il bandito
Pestaggio dei coniugi Martelli: Martin nel carcere di Cassino. A Roma i reperti per il Dna
LANCIANO. Marius Adrian Martin è stato trasferito da Villa Stanazzo al carcere di Cassino. Alcuni reperti della scientifica di Ancona sono stati inviati a Roma per la comparazione del Dna trovato su di essi fin dal giorno della rapina e quello dei banditi. Ora in città non c’è più alcun componente della banda romena che ha compiuto la cruenta rapina ai danni dei coniugi Martelli il 23 settembre scorso. Il medico Carlo Martelli fu pestato a sangue e alla moglie Niva con estrema ferocia fu tagliato metà orecchio per due orologi, un anello e 1,990 euro. Arrestati tutti i componenti della banda da polizia e carabinieri, prima i fratelli Ion Cosmin e Costantin Aurel Turlica e Ruset Aurel. Poi Alexandru Bogadan Colteanu il braccio violento della gang, George Ghiviziu e infine Martin preso in Romania dove era fuggito il giorno dopo il colpo. Tutti hanno lasciato il carcere di Lanciano. I Turlica sono a Rieti, Ruset a Pescara, a Teramo ci sono Ghiviziu e Colteanu e ora a Cassino Martin che non è riuscito a farsi ascoltare dal procuratore capo Mirvana Di Serio.
Martin era arrivato a Lanciano il 3 dicembre da Rebibbia e voleva farsi sentire dagli inquirenti perché nella sua deposizione ha stravolto i ruoli della gang, ponendosi al di fuori, come semplice palo e non come la mente della banda come hanno riferito gli altri arrestati (l’unico rimasto sempre a bocca chiusa è Colteanu). Voleva spiegare ruoli e compiti ma è stato trasferito. Ora le sue parole potranno essere confermate solo dalla Scientifica. Che sta ancora analizzando i tantissimi reperti: impronte, tracce ematiche e biologiche trovate sulle auto (la Golf dei Turlica, usata anche per i furti nei bar, la Bmw di Ghiviziu e la Sedici del medico) in casa e poi su tute, scarpe, passamontagna, guanti usati durante la rapina nonché sullo scotch e le fascette usate per imbavagliare e legare il medico e la moglie che erano in un borsone abbandonato in una campagna. Potrebbero essere pronti per metà gennaio. Alcuni reperti invece da Ancona sono stati trasferiti nei laboratori di Roma per estrarre il Dna e compararlo con quello dei rapinatori. Che sono stati sottoposti al prelievo di saliva nei giorni scorsi. Prova principe il Dna per indicare senza dubbio chi è entrato nella villa, chi ha colpito, chi ha fatto da palo anche se al di là dei ruoli l’accusa è per tutti la stessa: concorso in rapina pluriaggravata, sequestro di persona, lesioni gravissime e porto abusivo di arma.
Teresa Di Rocco
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

