Rapinato a 14 anni sul bus tra la gente

4 Agosto 2019

Il ragazzino, derubato di una collana d’oro, racconta: «Mi ha afferrato con forza». Il malvivente bloccato dai carabinieri

CHIETI. «Mi ha afferrato alla gola con forza. Poi mi ha strappato la collana d’oro». Così racconta il suo pomeriggio di paura un ragazzino di 14 anni, preso di mira a Chieti sull’autobus della linea 1, a quell’ora pieno di gente. L’episodio è avvenuto venerdì all’altezza della fermata di via Madonna degli Angeli. I carabinieri hanno bloccato immediatamente l’autore del raid: Antonio De Luca, teatino di 21 anni, è finito in carcere con l’accusa di rapina aggravata.
La giornata di follia dell’arrestato comincia verso le 15. De Luca litiga con la nonna, in un appartamento di via Spatocco, a tal punto che è necessario l’intervento dei militari dell’Arma. Non è la prima volta che se la prende con i familiari: in passato la procura lo ha già allontanato da casa per maltrattamenti verso i genitori. Fatto sta che il 21enne, a un certo punto, decide di uscire. Poi prende il pullman della Panoramica che collega lo Scalo con la parte alta della città. E qui si scaglia contro un 14enne che, dopo aver trascorso il pomeriggio con un amico di due anni più grande, sta tornando a casa. «Quando sono salito non c’era posto», ricostruisce la vittima, «ecco perché sono restato in piedi, in fondo all’autobus. Fin da subito ho notato un ragazzo alto e magro che mi fissava senza un motivo ben preciso: era agitato, parlava al telefono e si muoveva in continuazione. Arrivati alla fermata di Madonna degli Angeli, quel ragazzo sembrava voler scendere dall’autobus: ha messo un piede sul marciapiede ma, prima che la porta si chiudesse, è risalito velocemente e mi ha afferrato il collo, facendomi male e strappandomi la collanina con il crocifisso. Poi è fuggito via, scappando verso Chieti alta. Il collo mi bruciava, ma io e il mio amico siamo scesi istintivamente dal pullman e abbiamo iniziato a rincorrerlo». Il 14enne telefona al 112 e, nel giro di pochi minuti, sul posto arrivano i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, al comando della tenente Maria Di Lena. I militari individuano subito De Luca e lo fermano in via Maiella, ancora prima che riesca a raggiungere la sua abitazione in via Spatocco: in una tasca dei pantaloni ha la catenina d’oro appena rapinata; nell’altra, invece, c’è il ciondolo a forma di crocifisso. «Quando gli ha stretto le mani al collo, pensavo volesse soffocarlo», racconta, ancora sotto choc, l’amico della vittima. Per De Luca, su disposizione del sostituto procuratore Marika Ponziani, si spalancano le porte del carcere di Madonna del Freddo. Nelle prossime ore, assistito dall’avvocato Mattia Di Gregorio, l’arrestato potrà fornire la sua versione dei fatti durante l’udienza di convalida.