Rave party nel terreno privato, assolti in 23
CASALBORDINO. Ventitré assoluzioni con formula ampia e altre ventidue posizioni da valutare in una prossima udienza in programma fra due mesi. Continua a sfoltirsi il plotone di indagati (all’inizio...
CASALBORDINO. Ventitré assoluzioni con formula ampia e altre ventidue posizioni da valutare in una prossima udienza in programma fra due mesi. Continua a sfoltirsi il plotone di indagati (all’inizio erano ben 78) nella vicenda giudiziaria del rave party organizzato due anni fa a Casalbordino.
L’accusa per loro è invasione illegale di un terreno privato in contrada Santo Stefano. Ieri mattina, davanti al giudice monocratico di Vasto, Michelina Iannetta, 23 accusati hanno scelto il rito abbreviato. «I ragazzi hanno dimostrato la loro innocenza, hanno convinto il giudice e sono stati assolti con formula ampia», dice uno dei difesori degli imputati, l’avvocato Giuseppe Piserchia. In città sono arrivati decine di penalisti provenienti da tutta Italia, fra loro gli avvocati Gianni Di Stefano, Luigi e Sebastiano Del Casale e i colleghi Cerella, Ciccarelli, Carnevali (Roma), Geniola (Lanciano), Sentemonti e Legna (Macerata). Molti dovranno tornare a Vasto il 24 novembre per sostenere la difesa di altri 22 imputati che hanno scelto il rito ordinario. Sulla vicenda sono puntati i riflettori di molti tribunali. Sui raduni all’aria aperta le posizioni, infatti, restano discordanti. Due anni fa a chiedere l’intervento dei carabinieri fu un passante che si era accorto che il bosco privato era stato trasformato in una discoteca all’aperto con tanto di stand e impianti hi-fi. Ad attrarre l’attenzione dei passanti era stata la musica sparata a tutto volume. La colpa dei giovani giudicati era quella di essere presenti in quanto l’area era privata (non sono contestati altri reati). Fra due mesi il giudice Iannetta giudicherà la posizione degli altri giovani finiti a giudizio. Altri 33 erano già stati prosciolti. (p.c.)
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