Reati legati alla crisi, ne parlerà don Ciotti

29 Gennaio 2015

Il sacerdote della lotta alla mafia a Lanciano in un incontro organizzato dalla Caritas

LANCIANO. «La carità è giustizia o la giustizia è carità?» É il tema del 4° convegno organizzato quest’anno dalla Caritas diocesana in programma il 3 febbraio all’interno dell’officina storica della Sangritana alle 17. Convegno organizzato nell’ambito de “I giorni dell’Otium”, progetto voluto dalla Caritas per riflettere su temi diversi, problematiche che emergono di più nei centri di ascolto diocesani, e inserito tra gli eventi per la celebrazioni dei 500 anni della diocesi frentana.

«Quello della carità e della giustizia è un tema delicato» spiega Luigi Cuonzo, direttore Caritas e moderatore del convegno «soprattutto in questo periodo che molti continuano a definire di crisi, che io invece credo sia ormai uno stato di fatto a cui bisogna adeguarsi magari cambiando stile di vita». Uno stato di fatto che sta cambiando però anche il modo di intendere la carità e la giustizia. «Proprio su questo rifletteranno i relatori dell’incontro», dice Cuonzo, «ossia l’arcivescovo Emidio Cipollone, il procuratore capo di lanciano Francesco Menditto e Don Luigi Ciotti, che non ha bisogno di presentazioni. Lui che è uno dei simboli della lotta alla mafie, che ha vissuto più da vicino le ingiustizie sociali». Una riflessione da fare secondo Caritas perché tra le famiglie assiste ha notato che molte tendono quasi a giustificare certi reati, come rubare, con la necessità del cibo, e che si comincia a scambiare per carità quelli che sono diritti, ossia il diritto al cibo, alla salute, all’istruzione.

«C’è una sorta di giustificazione dell’illecito», chiude Cuonzo, «del tipo: rubo perché devo mangiare. Una cosa che è disarmante. Rifletteremo su questo e sul fatto se “buonismo e carità” oggi siano davvero sinonimo di giustizia. Anche se, anticipo, credo che non si possa dare per carità, quello che tocca per diritto». (t.d.r.)

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