Recupera i soldi dall’eredità del debitore

30 Ottobre 2023

Lanciano: scagionato dall’accusa di usura, ex carabiniere riavrà dopo 15 anni la somma prestata

LANCIANO . Giuseppe Di Risio, 60 anni, di Lanciano, riotterrà dopo 15 anni i soldi che prestò ad un “amico”, L.T., di Atessa. Lo farà accettando al posto dell’amico, l’eredità lasciata dal padre di quest’ultimo, T.T., sempre di Atessa, come deciso dal tribunale di Lanciano nei giorni scorsi. Si chiude anche civilmente la vicenda che vede coinvolto Giuseppe Di Risio, rappresentato dall’avvocato Marco Fanghella, che, dopo 32 anni di servizio nei carabinieri e tre encomi, dal 2008 al 2021, e quindi per 13 anni, ha lottato contro l’accusa di usura portata avanti proprio da L.T. al quale prestò oltre 120mila euro, in più tranche tra ottobre 2006 e gennaio 2008, perché l’uomo era in difficoltà. Quando Di Risio, che era arrivato ad ipotecarsi anche la casa per l’amico, nel 2008 gli richiese i soldi, lui lo denunciò per usura. Dopo anni di processi l’ex carabiniere ha ottenuto nel 2021 l’assoluzione dalla Corte di appello di Campobasso dalle accuse di usura verso L.T. “perché il fatto non sussiste”. E anche sulla base di questa assoluzione Di Risio ha avviato il processo civile per riavere i soldi prestati.
Tramite l’avvocato Fanghella l’ex carabiniere ha chiesto l’autorizzazione “ad accettare l’eredità di T.T, padre di L.T., in nome e luogo di L.T., relativamente alla quota di 1/2 a lui spettante ex lege, fino alla soddisfazione del proprio credito di 144.304,90 euro». Richiesta, come precisato dall’avvocato Fanghella, fatta sulla base dell’articolo 524 codice civile, “Impugnazione della rinunzia da parte dei creditori”, che prevede che “se qualcuno rinuncia, benché senza frode, a un’eredità con danno dei suoi creditori, questi possono farsi autorizzare ad accettare l’eredità in nome e luogo del rinunciante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti”. E il giudice Giovanni Nappi ha dato il via libera alla richiesta dell’ex carabiniere che ha visto così riconosciuto il diritto a riscuotere il suo credito, dopo un'attesa di 15 anni. “Il tribunale di Lanciano autorizza Giuseppe Di Risio ad accettare l’eredità di T.T. in nome e luogo di L.T.”, si legge sulla sentenza, “al solo scopo di soddisfarsi sui diritti ereditari fino alla concorrenza del credito e condanna L.T. alle spese di lite”.
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