Recupero dei palazzi storici Santa Maddalena resta fuori

Colantonio (Lega): «Ultimi interventi nel 2013, un abbandono inspiegabile» L’assessore Rispoli: «Unico edificio per il quale non abbiamo trovato risorse»
CHIETI. Tetto sfondato, profonde crepe sulle mura, cornicioni e intonaco pericolanti. Basta un’occhiata per accorgersi dello stato di profondo degrado che mina l’intero complesso dell’ex istituto Santa Maddalena, uno dei grandi casermoni vuoti del centro storico, l’unico della zona per cui l’amministrazione del sindaco Diego Ferrara non è riuscito a trovare i fondi per la ristrutturazione. Mentre sta per partire un’imponente opera di risanamento dei grandi palazzi in disuso tra piazza Garibaldi e Santa Maria, per l’imponente Santa Maddalena, a Piano Sant’Angelo, al momento non c’è futuro.
A farsi interprete della preoccupazione dei residenti è il capogruppo Lega Mario Colantonio che, da ex assessore ai Lavori pubblici e all’urbanistica, conosce bene la storia dell’edificio: «Il degrado e l’abbandono in cui versa da anni stanno portando l’intera struttura a una triste e amara sorte», dice il consigliere, «un complesso storico che si trova lungo via De Attiliis e che presenta al suo interno la chiesa che era intitolata a Santa Maria Maddalena attualmente sconsacrata». Colantonio ricorda la storia dell’edificio, nato come convento nell’800, trasformato nell’istituto Figlie di Sant’Anna, con la chiesa sconsacrata adibita ad auditorium, che ha ospitato giovani in difficoltà e orfani di guerra. Gli ultimi lavori di salvaguardia risalgono al 2013, quando Colantonio faceva parte della giunta comunale che si diede da fare per riparare i danni di una imponente nevicata.
«Ora però, trascorsi 11 anni, è indispensabile», sottolinea l’ex assessore, «avviare interventi per salvare il salvabile. È anche inspiegabile la situazione di abbandono e mancato controllo di migliaia di fascicoli che vennero trasportati dall’ufficio urbanistico e lavori pubblici di via Sant’Eligio nel 2016 e posizionati negli ampi locali che prima erano usati come mensa e cucina dell’istituto, fascicoli che sicuramente contengono documentazione tecnica e amministrativa di importanza ormai storica in quanto sicuramente risalenti ad oltre 50 anni fa».
«Ci abbiamo provato, ma questa è l’unico delle grandi strutture in disuso della zona per cui non siamo riusciti a trovare finanziamenti», dice l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Rispoli, «abbiamo eredito tantissimi immobili abbandonati e siamo riusciti a trovare fondi per ristrutturarne molti. Nella stessa zona del Santa Maddalena ci sono gli edifici del Santissimo Rosario, dell’Addolorata e del San Raffaele per cui stanno per partire i lavori. Sempre nel centro storico riapriranno gli edifici di Principessa di Piemonte, palazzo De Pasquale, palazzo Massangioli, l’ex Eden e le ex scuole Nolli. Siamo riusciti a mettere in campo opere per decine di milioni di euro per ridare vita a strutture, in gran parte storiche e di pregio, rimaste abbandonate all’incuria degli anni».
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