Reddito di cittadinanza, scoperti 191 furbetti: scattano le denunce

6 Novembre 2021

C’era chi percepiva il sussidio dallo Stato ma possedeva tre case o era proprietario anche di 27 auto Il generale Aceto: emerse irregolarità diffuse, tuteleremo coloro che hanno davvero bisogno di aiuto

CHIETI. Ufficialmente erano poveri e assistiti dallo Stato. In realtà avevano case ben arredate, anche tre a testa, e persino 27 automobili di proprietà. Oppure c’era chi viveva all’estero e fingeva di trovarsi ancora in Italia. Sono i furbetti del reddito di cittadinanza: in Abruzzo, solo tra maggio e ottobre di quest’anno, i carabinieri ne hanno scoperti e denunciati 191. I numeri sono stati svelati dal generale Paolo Aceto, comandante della Legione Abruzzo e Molise, alla presenza del suo vice Antonio Buccoliero, dei comandanti provinciali di Chieti (Alceo Greco), Pescara (Riccardo Barbera), Teramo (Emanuele Pipola), L’Aquila (Nicola Mirante), Campobasso (Luigi Dellegrazie) e Isernia (Vincenzo Maresca) e del comandante del Gruppo per la tutela del lavoro (Leonardo De Paola).
LE INDAGINI DELL’ARMA
«Il reddito di cittadinanza», ha detto in conferenza stampa il generale Aceto, «è una misura basata su principi di equità e di solidarietà sociale assolutamente condivisibili. Durante l’indagine abbiamo confrontato le singole posizioni dei percettori con i requisiti previsti per beneficiare del sussidio». E sono venute fuori numerose irregolarità. Solo considerando l’Abruzzo, le somme indebitamente percepite ammontano a oltre un milione e 73mila euro. A guidare la classifica è Chieti (poco più di 400mila euro), seguita da Teramo (367mila euro) e Pescara (275mila euro). La provincia dell’Aquila è quella dove si è registrato il numero inferiore di irregolarità per un totale di 30mila euro. «Gli accertamenti», ha precisato l’alto ufficiale, «hanno coinvolto i reparti investigativi dei comandi provinciali e quelli speciali. Ma in molti casi, per i riscontri concreti delle singole situazioni, è stato fondamentale il lavoro delle stazioni carabinieri, il sensore più prossimo dell’Arma alle realtà locali». Complessivamente, i militari hanno controllato 2.331 nuclei familiari.
«DIFFUSE IRREGOLARITÀ»
«La nostra operazione», ha aggiunto il generale Aceto, «ha messo in luce che, in maniera abbastanza diffusa, ci sono stati casi di indebita percezione del reddito di cittadinanza da parte di persone che ne hanno fatto richiesta senza avere i titoli necessari. Nell’ambito dello stesso Abruzzo sono venute fuori disomogeneità tra le varie province. Ma non sarebbe corretto fare una classifica di aree più o meno virtuose. Piuttosto, è necessario tutelare in tutti i modi possibili le persone che realmente hanno bisogno di una misura di sostegno di questo tipo». Tra i 191 segnalati alle quattro procure abruzzesi, 98 sono italiani e 93 stranieri.
CHI SONO I DENUNCIATI
Dai titolari di autonoleggi ai possessori di immobili, dai cittadini non più residenti sul territorio nazionale a quelli che hanno omesso di dichiarare di essere stati condannati con tanto di interdizione dai pubblici uffici: è lungo l’elenco di chi viveva a spese dello Stato in modo ingiustificato. Come due stranieri che avevano fatto risultare di abitare nel Vastese in un centro d’accoglienza chiuso da anni. Altro espediente molto diffuso, come è stato accertato nell’Ortonese, è quello dei componenti dello stesso nucleo familiare che, seppur conviventi, dichiarano falsamente residenze diverse, talvolta fissandole in ruderi e cascine fatiscenti e abbandonati, quindi non realmente abitati.
STOP AI FURBETTI
Dopo le segnalazioni arrivate dai carabinieri, l’Inps ha immediatamente avviato le verifiche e sospeso l’erogazione del sostegno agli irregolari. I controlli a tappeto dell’Arma contro i furbetti proseguiranno in tutto l’Abruzzo anche nelle prossime settimane.
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