Reddito di cittadinanza, scoperti tre furbetti: erano dei falsi poveri

11 Dicembre 2021

Una donna aveva dichiarato tre figli a carico, un uomo aveva omesso di essere agli arresti domiciliari Sotto accusa anche finti residenti in Italia. Ora dovranno restituire all’Inps la somma di 190mila euro

VASTO. Finti poveri, detenuti che nascondono la reclusione domiciliare, residenti in Italia ma solo sulla carta. La casistica dei furbetti del reddito di cittadinanza è sempre più vasta. I carabinieri di Vasto, al pari dei colleghi di tutta Italia , in questi giorni hanno incrementato i controlli e scovato tre nuovi indebiti percettori del reddito di cittadinanza. Tutti e tre riscuotevano il sussidio senza averne diritto. Ora dovranno ridare i soldi indietro.
Una donna 45enne di Cupello aveva dichiarato nel proprio stato di famiglia di avere a carico tre figli minori, nonostante che i ragazzi fossero stati affidati, con apposito decreto del tribunale, ai Servizi sociali. Un 64enne di Cupello ha omesso di essere detenuto in regime di arresti domiciliari. Un 45enne di nazionalità romena ha dichiarato falsamente di essere residente in Italia.
Le false dichiarazioni sono state scoperte nel corso di servizi mirati , tesi al contrasto dell’indebita riscossione. «L’attività», spiega il maggiore Amedeo Consales, comandante della compagnia dei carabinieri di Vasto, «è solo l’epilogo di una più ampia azione di contrasto avviata nel mese di aprile, coordinata dal Comando legione carabinieri Abruzzo e Molise di Chieti. I controlli hanno consentito di scovare oltre ai tre denunciati altre diciotto persone, in maggioranza di nazionalità estera, che, pur non essendo mai state residenti in Italia, sono riuscite ad ottenere il beneficio economico. Oltre ad essere stati tutti denunciati alla competente autorità giudiziaria, sono stati segnalati alla Direzione provinciale Inps per l’immediata revoca del beneficio che complessivamente ammonta ad 190mila euro circa».
I requisiti per accedere al reddito sono sostanzialmente di tre tipi: economici, di cittadinanza, residenza o soggiorno giudiziario. Tutto ruota intorno all’Isee . Un sussidio più che decoroso inevitabilmente è uno stimolo per i furbetti. Lo Stato sta cercando di individuarli e punirli . I carabinieri di Vasto hanno sottoposto a verifica nel territorio la posizione di centinaia di beneficiari accertando diverse irregolarità. Lo stesso sta facendo anche la guardia di finanza . Tutti coloro che risulteranno percettori irregolari dovranno restituire quanto percepito. Nei casi più gravi rischiano il carcere. Le pene previste sono dure: è prevista anche la reclusione che può variare da due a 6 anni in caso di presentazione di dichiarazioni false .