Reginaldo frana? Colpa della fogna

19 Giugno 2015

Residenti contro il sindaco Donatucci: no al blocco dell’edilizia

ROCCAMONTEPIANO. È polemica a Reginaldo. Al centro del malcontento degli abitanti della contrada di Roccamontepiano c'è il rischio frana e i fondi destinati dalla Regione per il rischio idrogeologico. Il sindaco Orlando Donatucci e la geologa Valeria D'Andrea hanno incontrato i residenti di Reginaldo per una seconda volta per spiegare il rischio e il progetto per la messa in sicurezza della contrada, ma i cittadini non vogliono accettare la "zona rossa" cioè l'area soggetta ad un alto rischio di carattere franoso.

In molti tappezzano la contrada di volantini con scritto «Pericolo! Zona Rossa!» ironizzando sull'allarme avanzato dagli esperti e dall'amministrazione comunale. «La Regione ha stanziato dei fondi per il dissesto idrogeologico» spiega Donatucci "«la situazione di Reginaldo è grave, sarà perimetrata zona rossa quindi ad alto rischio». La geologa Valeria D'Andrea ha spiegato: «Abbiamo fatto tutti i rilevamenti necessari. C'è una vecchia paleofrana, il materiale che si è mosso è imbevuto d'acqua perché non c'è una corretta distribuzione delle acque che scendono dalla strada provinciale».

Ma i cittadini ribattono: «Il problema delle acque e delle case inclinate, già segnalate più volte al Comune, è la fognatura inesistente. A Reginaldo infatti il condotto fognario è decadente e non funzionante». Ma la geologa precisa: «Non è la fognatura a causare una frana, certo è un elemento in più che grava su un problema già esistente». I cittadini hanno in mente di sentire altri pareri e di far effettuare ulteriori rilevamenti. Quello che più spaventa gli abitanti della contrada sono i vincoli della zona ad alto rischio che bloccherebbero momentaneamente l'edilizia e trasformerebbe i terreni edificabili in non edificabili. «Questa non è una manovra politica per fermare l'edilizia o l'espansione di Reginaldo, stiamo parlando di una frana e non comprendo questo atteggiamento di chiusura nei confronti di una messa in sicurezza» continua Donatucci.

Nel 2009 alla geologa D'Andrea fu assegnato uno studio per verificare e studiare proprio quella frana, che i cittadini in primis segnalarono al Comune. Ora, a sei anni dai primi studi e rilevamenti, i fondi per la messa in sicurezza di Reginaldo ci sono, ma i residenti, oltre alla fognatura e alle preoccupazioni legate al futuro edilizio, avanzano il problema dell'esiguità dei fondi (circa 400 mila euro). «I lavori iniziano, ma poi chi dà la garanzia che arrivino altri soldi per finirli e che Reginaldo torni ad essere una zona dove si può costruire?» Questa è la domanda che fanno in molti. Intanto le lamentele non si placano. «Che ne sarà dei sacrifici fatti per costruire le nostre case e acquistare i terreni?» Si chiedono «Reginaldo» sostengono «morirà se non si può più costruire». Donatucci, esasperato, conclude: «Provate a fermare la messa in sicurezza con una raccolta firme».(c.l.)